Imola, in pandemia è scoppiata la mania dell’orto

IMOLA. L’orto vuole l’uomo morto. Con questo detto, molti vivaisti imolesi hanno commentato sorridendo l’interesse che da un anno a questa parte sta aumentando verso la coltivazione fai da te di ortaggi, erbe aromatiche e piante in generale nel territorio imolese. Il timore che sia una moda esplosa con il lockdown, e che carsicamente tornerà sotterranea, è realistico e gli operatori del settore ne sono consapevoli, ma nel frattempo questo non intacca un bilancio e un umore positivo rispetto alla situazione presente.
L’orto in balcone
La chiusura forzata in casa ha condizionato profondamente lo stile di vita delle persone rendendo le attività a contatto con la natura particolarmente allettanti. In mancanza di altre possibilità, tanti si sono interrogati su come portare il verde in casa unendo l’utile al dilettevole: fare l’orto sul balcone o in giardino. Un aumento curioso che è stato registrato dai principali rivenditori di sementi e piantine orticole, tra cui il Garden center La serra che proprio in questi giorni ha lanciato una serie di video per introdurre ai fondamentali della materia. «L’orto era un fenomeno in aumento già da alcuni anni, ma col Covid probabilmente ha avuto una spinta in più – racconta Mattia Assirelli, uno dei titolari del vivaio –. Abbiamo avuto molte richieste per le piantine da tante persone che si avvicinavano a questa pratica per la prima volta». Anche Il quadrifoglio, che da anni vende sementi e piante anche all’ingrosso, ha riscontrato un incremento nelle vendite, soprattutto all’inizio del lockdown: «L’anno scorso di questi tempi forse si è registrato l’aumento maggiore della richiesta, presumo perché la coltivazione fosse una delle poche occasioni concesse per stare all’aperto». Le stesse impressioni le ha raccolte Corrado Paciaroni, dell’ Eden garden: «L’anno scorso c’è stato un boom rispetto al 2019. Molti hanno piantato erbe e ortaggi anche in terrazzini e balconi. Principalmente vanno i pomodori e le fragole, ma anche zucchini e peperoni, erbe aromatiche e frutti di bosco. Un 15-20% delle persone è tornato anche in autunno e in generale, quest’anno c’è una conferma dell’interesse». Fare l’orto è ormai un’attività ricreativa: «In tanti hanno provato e si sono misurati, magari piantando l’insalata al posto dei gerani. Rispetto alla classica clientela dell’orto abbiamo avuto molte famiglie coi bambini interessate», raccontano da Floridea.
Gli orti comunali
Se gli orti “domestici” sono aumentati nell’ultimo anno, l’interesse verso l’attività è in crescita è già da più tempo. Lo conferma ad esempio il fatto che sono aumentate, infatti, anche le richieste per l’assegnazione degli orti comunali. «Da 4, 5 anni c’è un gran movimento e gli orti sono pieni – commenta Mauro Baroncini, presidente dell’associazione Orti anziani –. La zona di Ponticelli l’abbiamo riempita più di tutti gli altri anni precedenti, e anche a Zolino, Campanella e alla Stalla ci sono richieste in lista di attesa. Ci sono anche diversi giovani che vogliono fare questa esperienza, però è un hobby costoso e anche faticoso, per cui a fine anno c’è anche chi lascia e spesso c’è una turnazione, di circa una ventina di lotti».
E i fiori? Anche il titolare di Flora 2000 Giardini e vivai Andrea Pagani ha riscontrato un incremento nell’interesse verso il verde nell’ultimo anno. Gli imolesi che si spingono fino a Budrio per l’ampia e particolare selezione del vivaio famoso soprattutto per le rose sono diversi: «Il lockdown ha prodotto un cambiamento nelle abitudini delle persone. Se prima si andava al mare, ora si riscopre di avere un giardino e di volerlo curare. Abbiamo avuto un aumento di richieste, anche nelle piante da orto, che suggeriscono come le persone stiano sperimentando, con “ordini test”, ovvero con una pianta per tipo. Questo è senz’altro positivo, anche se non penso rimarranno tutti fedeli a questo tipo di attività che richiede impegno e anche molta costanza».

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