Imola in lockdown, asili chiusi da lunedì negozi da oggi

IMOLA. Da oggi Imola, gli altri nove comuni del circondario e tutta la Città metropolitana di Bologna, oltre che, in Emilia, anche Modena, è ufficialmente in lockdown. Zona rossa, come Medicina proprio un anno fa, mancano solo i militari alle porte della città, in questo caso non sarebbe stato possibile. L’ordinanza regionale firmata dal presidente Stefano Bonaccini è uscita ieri nel tardo pomeriggio. Lo stesso annunciava proprio ieri il rischio di sottoporre tutta la regione alla stessa colorazione, una volta analizzati i dati settimanali elaborati domani dalle aziende sanitari. In questo caso il blocco generalizzato scatterebbe da lunedì. Per Imola e circondario vale già da oggi.

Spostamenti

La sfumatura di arancione scuso scattata nei giorni scorsi aveva già predisposti tutti al peggio, ma la chiusura adesso è totale, come un anno fa o giù di lì. La zona rossa scatta per limitare al massimo gli spostamenti delle persone, sono quindi vietati ingressi e uscite dal comune di residenza e gli spostamenti anche all’interno dello stesso se non per comprovate esigenze lavorative, necessità di salute. Consentito solo il rientro al proprio domicilio.

Scuola

Si rafforza la stretta sulla scuola: i nidi e le scuole d’infanzia saranno chiusi da lunedì 8 marzo, «per consentire alle famiglie di organizzarsi», oggi e domani quindi saranno aperti. Ferme tutte le attività sportive. Chiusi tutti i luoghi della cultura, come prima: teatri, musei e anche biblioteche.

Negozi e artigiani

Oggi e domani saranno aperti anche parrucchieri e barbieri, in base al Dpcm attualmente in vigore, per poi chiudere dal 6 marzo, di fatto da lunedì, con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm. Già da oggi saranno invece chiusi i centri estetici e tutti i negozi a parte quelli di generi alimentari. Sarà chiuso il mercato ambulante del martedì, giovedì e sabato, mentre rimangono aperti i banchi per la vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici: pertanto si svolgeranno il mercato agroalimentare di viale Rivalta (martedì, giovedì e sabato, al mattino) e il Mercato della Terra (nell’area area mercato agroalimentare, in viale Rivalta domani dalle 15.30-18.30 ), osservando regole precise, che prevedono il contingentamento in entrata, la misurazione della febbre e la presenza di postazioni per la sanificazione delle mani.

Il sindaco

«Fino a una settimana fa per il sindaco Marco Panieri Imola non sarebbe stata da zona rossa, così aveva dichiarato, ma poi è andata diversamente, fino alla richiesta choc del sindaco metropolitano Virginio Merola, lunedì sera. «Ci rendiamo conto della difficile situazione, ma purtroppo non dipende dal Comune di Imola –mette le mani avanti il primo cittadino imolese anche se la polemica politica ormai ribolle già da 48 ore –. È la gravità del quadro epidemiologico a imporlo. Stiamo cercando di fornire il maggior numero di informazioni necessarie per dare alle persone tutte le indicazioni nel più breve tempo possibile. In questa situazione già complicata e difficile di suo, per tutti, servono informazioni chiare e certe, in modo che cittadini, famiglie, imprese sappiano con certezza e il più possibile in anticipo cosa potranno o non potranno fare a partire dai giorni successivi. Di certo posso anticipare che da parte del Comune non ci saranno ulteriori ordinanze restrittive rispetto a quanto previsto dalla nuova ordinanza regionale». L’informazione certo è stata decisamente poco tempestiva, solo ieri pomeriggio sono uscite infatti le disposizioni precise della Regione, alla quale non se ne dovrebbero aggiungere altre da parte del Comune.

Infuria la polemica politica. La polemica politica già infuria, e dalla Lega imolese arrivano direttamente al sindaco Marco Panieri le critiche per quanto sta accadendo al territorio: «Scaricare la colpa sugli altri non premia. Se siamo in questa situazione la colpa è anche e soprattutto la sua –commentava ieri Marco Casalini del Carroccio cittadino –. La scelta della zona rossa è stata condivisa nella Conferenza dei sindaci della Città metropolitana di Bologna che all’unanimità hanno votato e condiviso la scelta. Imola, la seconda città per numero di abitanti della Città metropolitana, ha deciso una linea che doveva gestire in tutto il suo percorso. Le linee e i punti dell’ordinanza dovevano essere definite. Oggi vi state rendendo ridicoli davanti ai cittadini». E ancora una volta la richiesta è che Panieri lasci la delega alla sanità, che dall’inizio del suo mandato ha tenuto per sé insieme a molte altre, affidandola invece a uno specifico assessore. Una richiesta avanzata in consiglio comunale anche dalla lista civica Cappello. A metà pomeriggio inoltrato di ieri, mentre ancora non c’era traccia dell’ordinanza della Regione, Daniele Marchetti sempre della Lega incalzava: «I passaggi alle “zona rossa e arancione scuro” devono essere comunicate con tempestività e assoluta chiarezza: famiglie, imprese e cittadini devono essere messi nelle condizioni di potersi organizzare. Sono le 16.15 e non risulta ancora traccia dell’ordinanza per la chiusura di Bologna e Modena». Criticava poi il sindaco per aver diffuso attraverso i suoi canali social la chiusura di asili e servizi già da oggi: «Pare, invece che per questi servizi ci sarà uno slittamento a lunedì, andando di fatto a coincidere con il nuovo Dpcm del Governo». Così infatti è stato.

«La salute dei cittadini è al primo posto. Spiace vedere come le opposizioni siano più occupate a chiedere le dimissioni del sindaco Panieri dall’assessorato alla sanità, dimostrando solo di sapere fare solo attacchi in questo momento d’emergenza, che non dovrebbe lasciare spazio alle polemiche –hanno controbattuto ieri la segretaria e la consigliera Francesca Marchetti e Francesca Degli Esposti del Pd –. Oggi contestare le misure che hanno portato anche Imola in zona rossa e contemporaneamente accusare l’amministrazione imolese di non fare abbastanza per il contenimento del contagio dimostra la poca coerenza di alcune forze politiche. Chiediamo alla Lega di abbandonare il terreno della propaganda poiché hanno responsabilità di governo nazionale alla base delle quali si colloca l’azione dei sindaci. Secondo il Partito Democratico non è tempo di battaglie politiche: la lotta alla pandemia non è di una o dell’altra forza politica, ma di tutti». Il Pd ha poi aggiunto di voler convocare subito le associazioni economiche territoriali e le organizzazioni sindacali locali «per intraprendere tutte le azioni necessarie per sostenere il lavoro e le imprese».

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