Imola, in coda all’open day 260 dosi “bruciate” entro le 9.30

Alle 9.30 del mattino le dosi extra messe a disposizione dell’open day vaccinale di ieri mattina al Lolli erano già state assegnate. Molte di più erano le persone che si sono all’appuntamento. L’Ausl di Imola ha evitato più possibile gli open day, ma ogni volta l’iter di accesso libero senza dover sottostare a prenotazioni e burocrazia ha fatto capire che stimola l’avvicinamento al vaccino (dall’avvio della campagna vaccinale sono state circa 223.600 le vaccinazioni eseguite dall’Ausl, 16.000 quelle erogate dai medici di famiglia, 5.500 dagli hub delle aziende). Alla fine sono stati vaccinati in 260: 248 adulti e 12 minori, in grandissima parte si è trattato di terze dosi booster. Per l’Ausl si è trattato di un successo, lo stesso per il sindaco di Imola che ha rilanciato la notizia sulla sua pagina Facebook. Ai numerosi cittadini che si sono presentati fin dal primo mattino è stato consegnato subito, dai volontari dell’accoglienza, un numero progressivo e un orario indicativo di ingresso, in modo da evitare lunghe attese. La coda si è formata all’inizio nella speranza di accaparrarsi la dose e questo ha generato polemiche da parte della Lega: «Dosi di vaccino limitate rispetto alle richieste, il risultato è che l’open day ha provocato un assembramento pericoloso di persone – accusa il consigliere della Lega Daniele Marchetti –. Il punto vaccinale aperto da poco all’ospedale Vecchio, non presenta ampi spazi, pertanto sarebbe opportuno che in futuro l’open day venisse organizzato all’auditorium Osservanza, dove il parco circostante permetterebbe di gestire con maggior sicurezza le eventuali code, senza interferire soprattutto con il laboratorio Usca e l’ingresso riservato a chi deve fare il tampone».

Intanto ieri si sono registrati altri 88 nuovi casi, su 353 test molecolari e 698 test antigenici rapidi refertati: 17 fino a 14 anni, 14 dai 15 ai 24 anni, 29 tra i 25 e i 44 anni, 25 tra i 45 e i 64 anni e 3 dai 65 anni in poi. 59 sono sintomatici, e 13 al momento della diagnosi erano già isolati, 7 riferibili a focolaio già noto. Sono poi 68 i guariti, 900 i casi attivi, 1561 le persone isolate e in quarantena, 16.683 i casi totali da inizio pandemia. Salgono purtroppo a 8 i cittadini del circondario in terapia intensiva, di cui 4 ad Imola e altrettanti a Bologna, 9 in medicina B di Imola, 7 all’OsCo di Castello.

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