Imola, imbrattamenti e danni tre ragazze denunciate

È soprattutto nel fine settimana che il centro commerciale Leonardo diventa meta di ritrovo per gruppi di giovanissimi imolesi. Non fanno acquisti, non visitano negozi, pare che utilizzino il centro semplicemente per incontrarsi e poi gironzolare in gruppo. Routine, se non fosse che negli ultimi tempi a più riprese i commercianti si siano lamentati del disturbo, finanche di alcuni danneggiamenti. Per questo il dirigente del commissariato di Imola Luciano Di Prisco ha intensificato i servizi di controllo proprio nei week end, in collaborazione con il reparto prevenzione crimine della Questura di Bologna e con le altre forze dell’ordine, così da poter monitorare tutti gli accessi e le uscite del centro commerciale stesso.

Scritte oscene

Due episodi, in particolare, hanno comportato altrettante indagini che alla fine hanno portato alla denuncia di tre ragazzine. Nel primo caso si tratta di due residenti a Imola appena diventate maggiorenni. In concorso sarebbero state identificate come le autrici di una serie ripetuta di disegni osceni e scritte offensive, indirizzate a una terza ragazza, probabilmente una rivale in amore di una delle due. Fatto sta che a suon di pennarelli, con disegni fallici e altri riferimenti di carattere sessuale, le due ragazze avrebbero espresso tutto il loro rancore verso la terza ragazza, indicata anche per nome, subissandola di epiteti e insulti. Uno sfogo certo, peccato che sia sfociato in un vero e proprio reato, quello di imbrattamento per il quale entrambe le ragazze sono state denunciate dalla polizia che le ha identificate visionando le riprese delle videocamere di sorveglianza poste all’esterno del centro commerciale stesso.

Danni all’interno

Il secondo episodio vede coinvolte più persone, ma ad essere stata identificata è stata anche in questo caso una ragazza, in questo caso minorenne, che insieme a un gruppo di altri avrebbe preso di mira e spaccato il vetro di una manichetta antincendio all’interno dello stesso centro commerciale durante uno dei pomeriggi di bivacco. «La stessa ragazza è stata denunciata per danneggiamenti e purtroppo, pur avendo ammesso le proprie responsabilità, la motivazione non è stata particolarmente edificante – ammette il dirigente Di Prisco preoccupato –. Ha infatti raccontato che l’eccesso a cui era arrivata rompendo quell’oggetto era dovuto al fatto che avesse prima abusato di alcol». I controlli da parte della polizia, assicurano dal commissariato, continueranno anche nelle prossime settimane per cercare di prevenire altri reati analoghi.

Fermato da una pattuglia del commissariato per un normale controllo su strada, ha destato qualche sospetto e infatti è stato trovato in possesso di un po’ di marijuana. È da lì che è scattata quindi la perquisizione domiciliare dalla quale è emerso che quel piccolo quantitativo non era un caso. Nell’abitazione dove il ragazzo, 27enne di origini albanesi, vive con la famiglia di origine, gli agenti hanno rinvenuto altri 268 grammi di marijuana e una dose di cocaina. A costituire una prova della sospetta attività di spaccio sarebbe però non solo la droga, ma anche altro materiale trovato nelle disponibilità del giovane, ovvero una macchinetta per il sottovuoto, che servirebbe a confezionare le dosi, e soprattutto la ragguardevole cifra di 6.500 euro in contanti che si ipotizza sia frutto della vendita della droga. Per lui è scattata una denuncia per spaccio.

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