Imola, il Tar sospende l’interdittiva antimafia ai De Sarlo

È stata sospesa l’interdittiva antimafia nei confronti dell’impresa della famiglia di Antonio De Sarlo, divenuto di recente proprietario e presidente della società di calcio Imolese, militante nel campionato professionistico di Serie C. Come riportato dal quotidiano “La Città di Salerno”, infatti, le toghe della Prima sezione salernitana del Tribunale amministrativo regionale campano, presieduta da Leonardo Pasanisi, hanno congelato la seconda direttiva antimafia ai danni della azienda “Ad Logistica”.

I giudici hanno di fatto accolto l’istanza avanzata dai vertici della ditta di trasporti, difesi dall’avvocato Massimiliano Brugnoletti, accordando la sospensiva, invitando inoltre il prefetto di Salerno, Francesco Russo, a riesaminare, con un termine di trenta giorni, gli effetti dell’interdittiva. Questo significa che, almeno fino al giorno della pronuncia di merito, gli autisti alla guida dei tir potranno riprendere l’attività di trasporto di rifiuti da un impianto all’altro di proprietà dell’azienda, dalla Campania (la sede è a Battipaglia) fino al Lazio (San Vittore, in provincia di Frosinone) e alla Basilicata (Marsicovetere, nel Potentino).

Le parole di De Sarlo

Ovviamente non nasconde la sua soddisfazione il patron del club rossoblù, De Sarlo, sottolineando come questo provvedimento rappresenti «un atto di giustizia, sulla quale noi abbiamo sempre posto grande fiducia. È ciò che ci aspettavamo, perché le carte parlano chiaro e non si tratta di una semplice sospensiva, ma di un vero e proprio giudizio di merito. Adesso dobbiamo aspettare i prossimi sviluppi della vicenda, mantenendo il solito ottimismo».

I capitoli precedenti

Prima della sospensione dell’interdittiva di qualche giorno fa, il precedente decreto prefettizio risaliva al 14 settembre, due mesi dopo che, in seguito a un primo decreto dell’anno precedente, un anno di controllo giudiziario si era chiuso positivamente per l’azienda, leader nel trasporto di rifiuti e logistica. In base alla prima azione del prefetto Russo nel 2019, il Gruppo ispettivo antimafia per dodici mesi aveva passato al setaccio le relazioni famigliari di titolari e amministratori della Ad Logistica.

L’azienda risulta intestata alla moglie del presidente dell’Imolese, Giulia D’Andrea, oltre che per un terzo anche alla figlia Giulia e al figlio Pasquale, calciatore dell’Imolese, di ruolo attaccante. A differenza dei suoi congiunti più stretti, Antonio De Sarlo non ha invece ruoli nella stessa azienda. La seconda azione interdittiva, infine, si era focalizzata sull’associazione temporanea di impresa di cui Ad Logistica aveva fatto parte.

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