Imola, il comitato Sao Bernardo a sostegno delle donne senegalesi

“Essere donne” in Senegal. Non è solo una condizione ma il progetto che la affronta organizzato da due anni e mezzo dal comitato Sao Bernardo e dal Cospe con il cofinanziamento dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e il Centro di salute globale. A raccontarlo saranno proprio alcune delle protagoniste. Cinque donne, tra cui Josephine Ndao, avvocata delle Giuriste senegalesi, e la capo-progetto, saranno a Imola domani alla Sala delle stagioni (ore 17) per il dibattito sui “Diritti delle donne: visioni a confronto tra Italia e Senegal” che vede il supporto della Commissione pari opportunità.

I temi, discussi con l’assessora alle Pari opportunità di Imola Elisa Spada, spazieranno dai diritti riproduttivi, all’empowerment, al diritto alla salute: temi su cui centinaia di donne si stanno formando e per cui stanno facendo «advocacy», cioè si fanno promotrici, presso la propria comunità. D’altronde è proprio questo uno dei meccanismi del progetto: il consolidamento di conoscenze che le stesse donne possano diffondere.

Ad esempio, «con il personale dell’ospedale Meyer di Firenze sono stati realizzati in Senegal dei corsi di formazione a medici, ostetrici e infermieri sulla rianimazione neonatale e sulla adeguata accoglienza delle donne – spiega la presidente del comitato Sao Bernardo Nadia Bassi –. Sono anche stati inviati tutti gli strumenti necessari, tra cui tre ambulanze e una con l’apparecchio per la rianimazione».

Rapporto col territorio

Il rapporto con i dipartimenti di Sedhiou, di Goudomp e di Bounkiling è fondamentale. «Tutto il lavoro è stato fatto collaborando con il servizio pubblico locale ed è di aiuto a molte donne che altrimenti non riuscirebbero a raggiungere l’ospedale», prosegue Bassi.

Questo è solo uno degli ambiti di azione del progetto, che conta tre gruppi di quaranta “donne-risorsa”, donne cioè che hanno intrapreso un percorso di empowerment e che, attraverso formazioni in legislazione sui diritti delle donne, leadership, negoziazione e advocacy, hanno elaborato tre agende pubbliche. Gli obiettivi, elencati puntualmente, prevedono anche la sensibilizzazione degli uomini nonché la sperimentazione di mutue sanitarie comunitarie.

Grazie anche alle donazioni ricevute, inoltre, a cui Sao Bernardo ha contribuito per oltre 30mila euro, le donne hanno deciso di formalizzarsi in associazioni e in gruppi di interesse economico, per stabilizzare la propria attività di interesse pubblico. E dei progetti futuri si potrà sentirle parlare in prima persona. L’iniziativa seguirà un primo incontro con la delegazione senegalese che si terrà a Trama di terre alle 14.30 per discutere di pratiche comuni, la cui partecipazione è aperta alle donne delle città.

Aggregazionetra personecon Arte migrante

È ricominciata in città Arte migrante, l’idea nata a Bologna e atterrata a Imola qualche anno fa che fa delle discipline artistiche lo strumento per fare aggregazione tra le persone, chi dall’Italia chi migrante. Il ciclo di incontri, che si ferma ogni anno durante la pausa estiva, è stato inaugurato per questa stagione martedì sera al centro giovanile Ca’ Vaina, dove i partecipanti hanno dipinto insieme lo striscione che li accompagnerà per tutto l’anno.

Finalmente «è tornato il format originale, e cioè dopo un momento di chiacchiera iniziale, si mangia tutti insieme ciò che le persone hanno portato da condividere – ha spiegato Francesco Naldi, tra gli organizzatori, ricordando che con il Covid questa parte era stata sospesa per le restrizioni –, e poi a turno si comincia a esibirsi facendo girare in cerchio una lavagnetta su cui è possibile segnare il proprio nome per aggiungersi alla lista».

Era partita proprio così, infatti, l’iniziativa che aveva raggiunto già anni fa molti giovani tra cui, ad esempio, alcuni scout e i minori della struttura di Santa Caterina. I volti nel tempo sono cambiati e migrati, e oggi partecipando è probabile incontrare nuovi imolesi o gli ospiti della Pascola. Gli appuntamenti, non più settimanali, variano di volta in volta e vengono comunicati un incontro per l’altro e tramite i canali Facebook e Instagram di Arte migrante. Il prossimo sarà l’8 novembre alle 20.30 ai Cappuccini.

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