Imola, il Circondario cambia e arriva il direttore generale

Il Nuovo Circondario imolese cambia il suo statuto per avvicinarsi sempre di più, dal punto di vista organizzativo, a una Unione di Comuni.

Un cambio di forma e di sostanza che si concretizza in due novità legate all’introduzione della figura del direttore e al cambio di statuto. La nuova declinazione è stata presentata ieri nella commissione comunale “Statuti, regolamenti controllo, garanzia e assetti istituzionali”.

Una giunta a dieci

La prima novità che verrà apportata allo statuto del Circondario è quella di allargare la giunta a tutti e dieci i sindaci. Si passerà così dagli attuali tre, con il sindaco di Imola sempre come presidente, a un esecutivo in cui tutti i primi cittadini avranno funzioni, deleghe e poteri decisionali. Sparisce così la conferenza dei sindaci che aveva solo poteri consultivi ma che «rallentava la capacità e la tempestività decisionale – afferma il sindaco Marco Panieri – e permetterà ai colleghi, seppur anche prima avevano deleghe specifiche, di entrare in modo più efficace e diretto nelle scelte decisionali del futuro del territorio». Questa scelta, che dovrà essere vagliata dai consigli comunali, «ci permetterà di poter intercettare anche finanziamenti del ministero dell’Interno visto che la forma del Circondario così com’è – sottolinea il sindaco – non lo permette».

Un nuovo direttore

L’altra novità è quella di dotarsi di un direttore generale. Oggi il Circondario ha questa funzione tenuta dal segretario. In questo modo «le due figure – precisa Panieri – e cioè del segretario e del direttore saranno distinte. Il direttore sarà scelto – prosegue – su nomina del presidente del Circondario e sarà a tempo determinato. Questo permetterà all’Ente di fare quel salto in avanti in termini organizzativi, gestionali e quindi di efficacia oltre che potrà così implementare le possibilità di raccogliere le sfide future della crescita del territorio anche in relazione alle risorse del Pnrr».

Opposizioni concordi

Le due novità hanno trovato spalla anche da parte delle opposizioni. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Nicolas Vacchi «sarebbe ancora meglio rendere concreto il passaggio dal Circondario all’Unione visto che così come funziona oggi è per noi non in linea con le esigenze del territorio. Per questo – sottolinea Vacchi – bene a questi accorgimenti purché portino ad avere un ente in grado di dare le risposte necessarie». Anche la Lega non ha avuto nessun particolare sussulto d’opposizione se non affermare come «il Circondario così com’è ha dimostrato tutti i suoi limiti». Di fatto, negli interventi, è sparita la storica richiesta dello scioglimento del Circondario per far posto a interventi come quelli di «rendere finalmente l’ente una struttura più efficiente e non un’appendice alle dipendenze della vicina Città metropolitana».

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