Il centro

IMOLA. Il 6 marzo prossimo, dopo oltre quattro mesi dal termine dei lavori e alcune polemiche sullo stato di avanzamento del progetto di rigenerazione urbana compresa fra le vie Cenni, Bucci e Scarabelli, nel quartiere Marconi, la nuova sede del centro sociale Giovannini verrà inaugurata. «Nelle forme e nei modi che la pandemia permetterà – conferma l’appena rieletto presidente del centro, Emilio Masi – all’inizio del mese prossimo presenteremo alla cittadinanza la sede». Progettato da Area Blu, con una spesa di circa 700mila euro, l’edificio supera i 260 metri quadrati di superficie, di cui 63 riservati al bar. «Locale che – spiega Masi – è stato assegnato a metà gennaio a Cristopher Giovannini. Affacciato sull’area verde, diventerà punto di ritrovo e ristoro per il quartiere oltre che per i soci». Oltre allo spazio chiuso, dotato di una sala polifunzionale per un’ottantina di persone, si aggiungono 145 metri di portico. Non mancheranno anche giochi per bambini. «Nei giorni scorsi è stato posizionato il tavolo da ping-pong e successivamente verrà rimessa l’altalena, entrambi donazioni di privati, ma sappiamo che l’amministrazione sta pensando se collocarne altre in sostituzione dei vecchi ormai rovinati». «A Imola il sistema dei centri sociali è molto sfaccettato. Se da una parte, per gli Orti, per quelli delle frazioni e in quelli in cui non ci sono impianti sportivi il ruolo è per lo più rivolto alla terza età, dall’altra abbiamo strutture che si caratterizzano per l’intergenerazionalità come quella che avviene alla Bocciofila e presto al Giovannini». Così l’assessora alle Politiche sociali Daniela Spadoni inquadra la situazione. «Oggi questi spazi – aggiunge – devono essere presidi di vitalità, educazione e inclusività per il tessuto urbano di riferimento, e non possono più essere visti solo come luoghi per gli anziani».

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