Il Baccanale non demorde e per parlare di cultura del cibo accetta la sfida di questo nuovo parziale lockdown che mette paletti ferrei agli spazi sociali e alla convivialità. L’edizione 2020 di questa manifestazione, che in un mese porta a Imola non solo cuochi e sapori, ma anche chi il cibo lo studia, lo documenta e lo racconta da tutti quei punti di vista che vanno oltre la soglia della cucina, era stata messa in cantiere proprio durante il primo lockdown della storia e ora si ritrova a dover mutare il programma in virtuale, alla luce del nuovo decreto di governo.

Il confinamento dovuto alla pandemia ha condizionato il rapporto con il cibo e i luoghi in cui viene consumato. Sia le conferenze, gli incontri e le presentazioni di libri online, che le mostre ai musei ancora aperti, invitano a riflettere sul significato sociale e culturale del mangiare a casa e del mangiare fuori, un tema che torna oggi non solo di attualità, ma che torna a toccare le nostre abitudini quotidiane.

E così alla luce del nuovo contestato decreto, conferenze, incontri, convegni, lezioni, e sono tanti da riempire il calendario di un mese, da sabato prossimo al 22 novembre, avevano preso spunto proprio dai primi mesi dell’anno per riflettere sul nostro rapporto col cibo “A casa e fuori”.

Programma rimodulato

A cominciare dall’evento inaugurale in programma nel Teatro Ebe Stignani il 31 ottobre alle 18, che vedrà lo storico Massimo Montanari dell’Università di Bologna impegnato in una lectio sul tema, si svolgerà a porte chiuse e verrà trasmesso in streaming attraverso la pagina Facebook della manifestazione. Nell’occasione consegna del premio “Garganello d’oro” a… Pellegrino Artusi di cui cade il bicentenario, e a chi ne tiene viva l’opera, ovvero la Fondazione Artusi di Forlimpopoli. Lo ritira Laila Tentoni.

Un Baccanale senza cene

Potrà poi proseguire, con i limiti di accesso e gli orari previsti dal Dpcm, l’attività dei ristoranti che propongono i loro menù a tema. Sono 42 i locali di Imola e dintorni che avevano pensato un menù a tema, ma dovendo tassativamente chiudere alle 18 dovranno affidarsi all’asporto e al delivery, modalità che fanno parte proprio di uno dei nuovi modi di fruire il cibo, che questo anno particolare ci ha insegnato. Tutti i menù si trovano pubblicati oltre che sul sito anche sul numero speciale di Imola Notizie allegato oggi anche al Corriere Romagna.

Programma culturale

Le attività elencate in programma saranno mantenute nelle date e negli orari fissati, ma trasferiti sulle piattaforme telematiche nella loro quasi totalità, dal momento che le normative anti Covid non permettono più di svolgerle in presenza. Non potranno essere svolti in persona i numerosi incontri del ricco programma culturale. La maggior parte di essi avrà luogo online e in diretta streaming nelle date e negli orari previsti dal programma. Informazioni e dettagli saranno forniti attraverso i social e sul sito del Baccanale. Rimane invece la possibilità di visitare in sicurezza gli istituti culturali imolesi (Musei civici e Biblioteca comunale di Imola) e le mostre allestite al loro interno, anche in modalità guidata, per piccoli gruppi e su prenotazione.

Rimangono aperte in sicurezza, salvo comunicazioni specifiche successive, anche le numerose mostre permanenti o temporanee allestite in città in spazi espositivi pubblici e privati, fra le quali quella fotografica sui 50 anni del ristorante San Domenico di Imola.

I mercati sì il banco d’assaggio no

Restano confermate le mostre mercato dedicate alla promozione dei prodotti agricoli ed enogastronomici del territorio previste all’aperto nelle domeniche 8, 15 e 22 novembre in piazza, ma non quelle sotto alla Galleria del centro cittadino. In occasione della Giornata del ringraziamento della Coldiretti, si svolgerà il 15 novembre il mercato con vendita diretta dei produttori di Campagna Amica. Annullata la XXVII edizione del Banco d’assaggio dei vini e dei prodotti del territorio, in programma dal 13 al 15 novembre che, se le condizioni sanitarie lo consentiranno, potrebbe essere riproposta nel periodo natalizio. Sul sito della manifestazione, www.baccanaleimola.it saranno pubblicate nei prossimi giorni tutte le notizie inerenti modifiche alla programmazione d eventuali nuove proposte online di approfondimento, differenti modalità di fruizione, orari e recapiti telefonici a cui rivolgersi.

Gli incontri sono davvero tanti e sono consultabili nello speciale allegato Imola Notizie. Qualche appuntamento da segnarsi in agenda. Giovedì 5 novembre Maria Grazia Bellardi (Università di Bologna, corso di Laurea in Verde ornamentale) approfondisce la storia e la conoscenza di un ingrediente protagonista di tanti piatti della tradizione gastronomica “Il fico, ovvero l’albero della conoscenza del bene, del male… e della bontà”. Massimo Montanari, nell’ambito del progetto “Tesori della biblioteca”, guida in un viaggio “Fra cucina e biblioteca” in una serie di incontri tematici a partire da venerdì 6 alle 18. Paolo Corvo, sociologo e docente all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, illustra domenica 8 novembre alle 17.30 i risultati dello studio eseguito dall’ateneo in cui insegna riguardo i consumi alimentari degli italiani durante il confinamento. Il cibo incontra l’arte domenica 15 novembre alle 17.30 grazie a Fabrizio Lollini (Università di Bologna), che presenta “Dalla cucina al ristorante: ‘mangiare in casa’ e ‘mangiare fuori’ nella pittura”. L’inserto “Cibo” del Corriere Romagna cura tre incontri per parlare del rapporto delle donne col cibo, “dentro e fuori la cucina” sabato 7 novembre alle 10.30 con “I ricettari di casa diventano archivio digitale” grazie alla ricercatrice riminese Mila Fumini, ideatrice del progetto “Ragu”, archivio non solo di ricettari, ma anche di pensieri, storie e ricordi. Sabato 14 novembre alle 17.30 con Maria Giuseppina Muzzarelli (Università di Bologna) “Il cibo per secoli nelle mani delle donne”. Prendendo spunto dal suo libro “Nelle mani delle donne. Nutrire, guarire, avvelenare dal Medioevo a oggi” (Laterza, 2014). Giovedì 19 novembre alle 20.45 la scrittrice Martina Liverani disegna “La mappa del mondo attraverso il cibo”, attraverso le pagine del suo Atlante di geogastronomia (Mondadori 2020), che conduce in un lungo cammino tra cibo, confini, migrazioni, donne e pace.

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