Imola, i sindacati: “Blocco delle ferie e riposi saltati. Situazione insostenibole all’Ausl”

Ferie bloccate e difficoltà nell’ottenere permessi per la difficoltà a coprire i turni dei colleghi in malattia, perché positivi al Covid o per altre ragioni, o sospesi. “La situazione della sanità a Imola è insostenibile”, denunciano Cgil, Cisl e Uil di Imola, che hanno rimarcato le criticità evidenziate da personale “dovuta alla continua impossibilità di avere una tregua a turni impegnativi, a turni lunghi, al continuo salto delle ferie o dei riposi“. L’azienda, riferiscono le sigle della funzione pubblica, “ha disposto il blocco temporaneo delle ferie dopo avere esperito ricognizioni interne del personale che potessero dare supporto ai reparti e servizi più in difficoltà, ma questa soluzione non basta”.

Secondo i sindacati, “il blocco delle assunzioni da dicembre disposto dalla Regione ha ulteriormente aggravato una situazione già fortemente critica”. Per questo, hanno chiesto di “rivedere la disposizione di servizio inviata ai dipendenti, chiarendo che i permessi da Legge 104 e i congedi parentali rappresentano un diritto potestativo e non sono subordinati alla concessione dell’azienda”. Non solo. All’Ausl i sindacati hanno chiesto anche “richiesto di procedere urgentemente alle chiamate dalle graduatorie attive e di anticipare il turnover previsto all’interno del piano fabbisogni 2022”, ma “l’Azienda ha risposto che ad oggi l’unico piano dei fabbisogni approvato dalla Regione è quello in riferimento all’anno 2021. Se anche potessimo disporre di assunzioni immediate tenendo conto dei tempi tecnici e al successivo addestramento, le criticità di risoluzione alla sostituzione del personale sarà in un futuro prossimo ed incerto”, riferiscono.

“Rivendichiamo da parte del Governo e della Regione di prendere immediatamente provvedimenti perché il tempo per risolvere queste forti problematiche sulle aziende sanitarie, e a ricaduta sui cittadini, non sta per terminare ma è già finito”, ammoniscono i raprresentanti dei lavoratori. “Ricordiamo che questa emergenza è iniziata 24 mesi fa, non possiamo continuare a chiedere un sovraccarico ‘straordinario’ al personale sanitario esausto. La situazione è insostenibile ed inaccettabile”, concludono

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