Imola, gli studenti tornano in classe. Nuove regole anti contagio

IMOLA. Con il ritorno in zona arancione, da oggi sono tornati in classe anche gli studenti delle seconde e terze medie e delle superiori. Questi ultimi entreranno in aula al 50%, come accadeva prima che richiudessero le scuole, per i più piccoli la presenza sarà invece al 100%.
La popolazione studentesca
A Imola stiamo parlando di circa 1.427 alunni e alunne per le classi seconde e terze delle medie (compreso le 117 unità delle paritarie) a cui si aggiungono circa 5.200 studenti e studentesse delle superiori che frequentano gli istituti “Paolini-Cassiano”, “Rambaldi-Valeriani-Alessandro da Imola”, “Scarabelli-Ghini” e “Alberghetti”. Una popolazione che vede, in questa fase riguardante il solo personale scolastico, oltre 2.600 persone vaccinate. Per quanto riguarda i casi di studenti risultati positivi al Covid dall’inizio della pandemia, il dato si aggira poco sopra le 2.000 unità (circa il 205 del totale).
Come ci si organizza
Un ritorno in presenza che vedrà gli istituti superiori doversi di nuovo regolare in funzione di una didattica che sarà per metà in presenza e per metà a distanza. Modalità ormai rodata, vista la perdurante situazione epidemiologica che ha costretto dall’anno scorso a dover stravolgere il sistema formativo, e che per la dirigente Ernestina Spiotta del “Paolini-Cassiano” «ci vedrà organizzare la didattica in turni. Ogni classe sarà così divisa a metà tra chi sarà in classe e chi a casa a giorni alterni». Diversa invece è quella dello “Scarabelli-Ghini”. «Noi – spiega il dirigente Gian Maria Ghetti – abbiamo invece deciso di far entrare classi intere in presenza per sezioni a turni. In concreto avremo metà dell’intera popolazione scolastica nelle classi e le altre a casa questo con una cadenza di turni settimanali». Sul monitoraggio di casi accertati di positività al Covid tra studenti si adotteranno le prassi consolidate di tracciamenti e screening nelle classi colpite seguendo i protocolli dell’Ausl. Ci sono però diverse prescrizioni nuove contenute dell’ordinanza e una questione in particolare sta mettendo sull’attenti gli istituti imolesi. Riguarda l’ultimo adeguamento per l’organizzazione didattica, in caso di positività di uno studente. «Se in una classe risulta un caso di positività, l’intera classe finisce subito in quarantena, mentre l’insegnante, che non è considerato contatto stretto, in attesa dell’esito del suo tampone, non potrà fare lezione in presenza anche in tutte le altre classi che è solito seguire, non solo in quella col contagio. Di conseguenza ragazzi e ragazze che seguono le lezioni in presenza – conferma Gian Maria Ghetti – non possono farlo senza che ci sia una figura di controllo all’interno», quindi ci si troverà, anche se per brevi periodi «a dover duplicare il personale» per permettere al contempo di effettuare le lezioni e il controllo all’interno delle classi. La nuova procedura è questa, conferma la dottoressa Carolina Ianuale della task force scuole dell’Ausl di Imola. «A Imola già dallo scorso ottobre applicavamo la modalità di mettere in quarantena la classe dopo un caso positivo e per questo nel nostro territorio nulla cambia. Quanto alla procedura richiesta ora per i docenti, è coerente con il principio di una maggiore precauzione. Il tempo di consegna dell’esito del tampone non dipende dall’Ausl, ma diciamo che di solito oggi si tratta di un giorno e quindi è abbastanza veloce». La dirigente dell’Itis Vanna Monducci oltre a dichiararsi «contenta di rivedere finalmente i ragazzi a scuola», e a ritenere «un buon successo se riusciamo a portarli a giungo anche al 50% di presenza», guarda anche oltre forte dell’esperienza dello screening di massa di cui la scuola è stata protagonista nei mesi scorsi. «È stata una esperienza molto utile che ha portato a sottoporre a test oltre 1500 persone e a individuare sia pure pochi casi asintomatici positivi – dice la dirigente –. Per questo sto per inviare una lettera all’Ausl nella qual ci mettiamo a disposizione come scuola come sede per la campagna vaccinale, per i nostri studenti quando sarà il momento, ma anche, nel periodo estivo, per l’intera popolazione se ve ne fosse necessità».

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