Imola, giovani e Covid. Oltre 1600 hanno chiesto aiuto psicologico

IMOLA. L’inedita crisi sanitaria comporta un effetto diretto anche sui disturbi psicologici, destinati a diventare la principale malattia del secolo soprattutto per le persone più giovani, le cui conseguenze si possono cogliere anche a Imola. Uno specchio più preciso lo può fornire il Consultorio dell’Ausl di Imola, al cui interno è presente lo Spazio giovani che offre un servizio psicologico, ostetrico e ginecologico alle ragazze e ai ragazzi dai 14 ai 19 anni.
Richieste d’aiuto
Nei primi 9 mesi del 2020, da gennaio a settembre compreso, si sono presentati ben 1.622 giovani. Una cifra importante se si considera l’impatto del Covid sulla mobilità e l’accessibilità. «Immaginavamo che ci sarebbe stata più fatica da parte dei ragazzi abituati a rivolgersi a noi direttamente, invece le richieste continuano a essere molte – spiega la psicoterapeuta Anna Strazzari, responsabile del Consultorio –. Il dato rispetto allo stesso periodo del 2019, di 2.365 accessi totali, segna un calo, ma si deve considerare il contesto e il fatto che ogni tanto siamo stati anche chiusi. Il bisogno di confronto è molto alto e spinge ad attivarsi per contattare il servizio». Che il Covid abbia sortito un effetto negativo sulla vita dei giovani è certo, e si riflette in modo peculiare sulle difficoltà per cui si chiede un aiuto: «Molte richieste sono di giovani di 16, 17 e 18 anni, in particolare da parte dei maschi. Un dato che può sorprendere, ma solo fino ad un certo punto – prosegue Strazzari –. Rispetto alle loro coetanee, i ragazzi tendenzialmente quando si rivolgono a noi presentano già una sintomatologia più severa. Permane l’idea di dovercela fare da soli, fino a quando il malessere diventa molto gravoso».
Sintomi da solitudine
«Mentre prima la principale difficoltà erano le relazioni con gli altri ora il confronto prevalente è con se stessi, in solitudine. Le principali sintomatologie che riscontriamo sono di insicurezza, ansia, panico e un fondo di tristezza. Si scoprono nuclei difficili da sciogliere che magari prima all’esterno si riuscivano a stemperare – spiega Strazzari, che illustra come la reclusione possa incidere –. L’essere rimasti chiusi in casa ha favorito dei momenti regressivi anche nei comportamenti primari, in un certo senso è come se si tornasse più piccoli. In questo possono influire certe abitudini che si erano perse perché si era cresciuti, come ad esempio il mangiare sempre insieme in famiglia. In alcuni casi ciò ha però anche costituito un’occasione per ritrovare una familiarità prima impossibile. Un conto però è se questo accade per un periodo breve, un altro è un anno. Quando i comportamenti di base, il sonno o le abitudini alimentari, risultano sensibilmente alterati allora è il caso di approfondire». Sulle generalizzazioni rivolte spesso ai giovani “pigri e svogliati” Strazzari tiene a precisare: «Spesso si descrivono pigri i ragazzi stessi quando raccontano che non riescono a fare molto, ma cosa limita dallo svolgere un compito quotidiano? Io credo sia questo grigiore di fondo, un’emozione negativa molto pesante che copre la scintilla vitale».
Cosa hanno perso i giovani
E il futuro non è meno complicato: «Temo anche per il ritorno alla socialità, la disabitudine può pesare molto. Quante occasioni di crescita hanno perso finora? Se si è persa la festa dei 18 anni è ovvio che si potrà farne un’altra in futuro, ma quella celebrazione di una fase della vita è persa. Come elaboreranno queste perdite, se in termini di crisi o di opportunità, è una domanda a cui non possiamo ancora rispondere», conclude Strazzari.

Come raggiungere servizio. Il servizio Spazio giovani presente all’interno del Consultorio familiare di Imola fornisce un servizio ostetrico, ginecologico e psicologico alle giovani e ai giovani dai 14 ai 19 anni. «Dall’anno scorso, per via del Covid, si può accedere solo tramite prenotazione per chiedere un colloquio di persona con la psicologa, l’ostetrica o la ginecologa, a meno che non si preferisca farlo online – spiega Anna Strazzari, psicoterapeuta e responsabile del Consultorio di Imola –. Abbiamo mantenuto questa modalità, che è stata obbligata per qualche tempo, ma cerchiamo di non assecondarla troppo per ragioni cliniche. Se però risulta utile ben venga». Il servizio è presente a Imola all’Ospedale vecchio, a Castel San Pietro e Medicina alle rispettive Case della Salute, prenotabile ai numeri indicati sul sito dell’Ausl. «I ragazzi ci conoscono tramite il passaparola o l’attività che svolgiamo nelle classi, anche se nell’ultimo anno non è stato possibile. Le scuole sanno del nostro servizio e lo considerano un passo successivo al primo momento costituito dagli sportelli psicologici interni. Questi, infatti, forniscono un primo ascolto e inquadramento del problema. Non è raro siano poi gli stessi docenti a suggerire il servizio, altre volte invece sono i genitori».

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