Imola, Fondazione festeggia 30 anni e aumenta la funzione sociale

«Volontariato, povertà educativa, ambiente ed assistenza agli anziani». Sono i quattro pilastri dell’attività futura della Fondazione Cassa di risparmio di Imola che il suo presidente Rodolfo Ortolani indica dal palco del teatro Ebe Stignani, nel giorno in cui palazzo Sersanti festeggia i suoi primi trent’anni di attività.

«Attraverso la nostra esperienza e ascoltando molte realtà cittadine, abbiamo individuato queste come le quattro aree su cui concentrare le nostre risorse, sia quelle economiche che quelle intellettuali – aggiunge –. Da trent’anni abbiamo fatto delle cose bellissime e per trent’anni ancora ne faremo altrettanto belle».

Sociale ed economia insieme

«“Non c’è sviluppo sociale se non c’è sviluppo economico”. Questa è l’affermazione che è stata fatta negli anni Novanta e Duemila – ricorda Ortolani –. Oggi dobbiamo affermare con forza che non c’è sviluppo economico se non c’è sviluppo sociale. Non c’è uno sviluppo sociale perché abbiamo la crescita economica, ma tutte e due devono crescere per poter crescere reciprocamente. E mai come oggi è vero».

Perché «quelli che abbiamo davanti sono anni molto più complessi – sottolinea –. Dobbiamo prepararci. Ognuno potrà e dovrà contribuire, sia singolarmente che come classe dirigente, a realizzare progetti che favoriscano la crescita del bene comune».

A Imola, inoltre, «abbiamo questa fortuna di sentirci in grande sintonia, comunità d’intenti – continua –. E probabilmente siamo favoriti dalla dimensione. Spesso la dimensione piccola condiziona i risultati in termini negativi. In questo caso, la nostra dimensione rappresenta sicuramente un fattore di successo. Credo di poter affermare con una punta di orgoglio che una fondazione bancaria, per una comunità come la nostra, rappresenta un vero valore».

Sostenibilità e leva economica

E le priorità indicate dal presidente si sovrappongono ad altre due sfide. «Una partecipazione più consapevole e, diciamo anche, con più competenze, sul tema della sostenibilità – osserva Francesco Profumo, presidente dell’Acri-Associazione di fondazioni e di casse di risparmio, ospite in dialogo con Paolo Mieli –. Il tema della sostenibilità è certamente il tema prioritario, un tema di sopravvivenza. Una sostenibilità a tutto tondo, direi politica: non è solo la sostenibilità economica e ambientale, è educativa, è sociale».

Ma anche «gli strumenti di leva (economica, ndr) – prosegue –. Oggi le fondazioni, a fronte di un euro che investono, sono capaci di aggregarne tre. L’obiettivo è di riuscire a trovare quelle modalità per cui questo tre diventi un 5».

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