Imola, Emporio solidale: crescono i numeri del disagio

Non si ferma la crisi economica che sta colpendo la popolazione del circondario imolese. In questi primi sei mesi dell’anno, il Covid, non ha fatto altro che acuirla, con il conseguente aumento delle richieste da parte di famiglie e singoli per avere aiuti concreti per far fronte all’acquisto di generi di prima necessità, sia in ambito alimentare che per la cura della persona e dell’igiene domestica. Tra i soggetti particolarmente attivi sul territorio c’è l’Emporio solidale No sprechi che proprio nei giorni scorsi, grazie anche a un allentamento della pressione epidemiologica, ha potuto riaprire, seppur con orari e giorni prenotati, il proprio spazio di distribuzione in presenza. In questo modo i pacchi sono costruibili su misura da parte delle persone che vanno fisicamente nella sede di via Lambertini. Continuano, comunque, ancora le consegne a domicilio di viveri soprattutto per le persone sole e anziane.

Numeri in crescita

Se nei primi tre mesi dell’anno l’opera dell’Emporio, che raggruppa ben nove realtà presenti sul territorio (Anteas, Croce Rossa italiana, Santa Caterina, Caritas, Trama di terre, Acli, Società San Vincenzo De Paoli, Cmv e Bof eventi) ha dato una risposta a circa 400 famiglie arrivando a servire oltre 1.200 persone, nei restanti tre mesi «questi numeri – sottolinea una delle responsabili del servizio, Fulvia Felini – sono cresciuti ancora arrivando, in senso assoluto, a oltre 1.400 persone. Di fatto sono stati circa 200 nuovi accessi da marzo ai primi di giugno.

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