Imola, dopo il Covid raddoppiate le consegne per acquisti on line

Suona il campanello. È il corriere, c’è una consegna. Che questa scena fosse divenuta ricorrente e quasi la normale quotidianità con lo scoppio della pandemia ce lo si aspettava, ma le cifre di pacchi e pacchetti che ha registrato il territorio imolese negli ultimi mesi sono vertiginose, anche rispetto all’intera provincia di Bologna. I dati medi delle spedizioni di Imola da parte solo di Poste italiane, infatti, raccontano di una città che nell’onda lunga del Covid si è abituata agli acquisti online, tanto da utilizzare le spedizioni quasi due volte tanto gli altri residenti della provincia.

Poste Italiane

Il dato più sorprendente e attuale è quello fornito da Poste Italiane, che ha messo a confronto le cifre delle consegne dei pacchi e-commerce raccolte nei primi 8 mesi del 2020 con quelli dello stesso periodo di questo anno, che conferma una «crescita continua». Se rispetto allo scorso anno, «nel quale si era già verificato un forte incremento degli acquisti online, si era registrato un aumento dei volumi nel territorio provinciale e imolese del 37%, il 2021 segna un aumento del 97%», spiegano dall’ufficio stampa. Volendo dare un’idea del volume dei pacchi che girano sulle strade di Imola, solo Poste Italiane nel 2021 ha consegnato «quasi 119.000 pacchi, di cui solo 77 non di e-commerce, cioè non conseguenti ad acquisti online. Nello stesso periodo del 2020 erano stati 60.000, circa la metà».

Associazioni di categoria

Dal canto loro le associazioni di categoria del commercio non sono rimaste indifferenti a questo cambiamento profondo delle abitudini dei consumatori: «Appena sarà possibile organizzare momenti in presenza intendiamo fare nel prossimo anno una formazione per i nostri associati proprio sull’e-commerce – commenta Danilo Galassi, presidente dell’Ascom di Imola –. Chi ha cominciato a ordinare online e si è abituato a una certa comodità non torna indietro. Continuiamo a promuovere il commercio di vicinato, valorizzando i prodotti e le attività locali, però vogliamo che i nostri associati siano sempre più su entrambi i binari della vendita». I clienti storici sono l’unico zoccolo duro che questa pandemia ha solo scalfito, almeno secondo Sabina Quarantini, presidente della Confesercenti di Imola: «Chi apprezza la vendita fisica in negozio comunque è tornato, lo vedo anche nella mia attività, dove alcuni clienti ormai sono amici. Secondo una ricerca di Nomisma per la Confesercenti regionale la percezione del commercio di vicinato è migliorata: per il 44% accresce il senso di appartenenza alla comunità e per il 64% rappresenta un momento di incontro».

Ristorazione e delivery

Un capitolo a parte sono i ristoratori: «Chi può permetterselo ha mantenuto un servizio di consegna a domicilio, anche per venire incontro al cliente, come cortesia. La propensione però è per l’accoglienza nell’esercizio. Andare al ristorante rappresenta anche un momento di socializzazione, con la famiglia, gli amici, ma anche con il ristoratore», concludo Raffaele Benni, presidente dell’Arialco.

Con il costante aumento delle consegne registrato nell’ultimo anno, Poste italiane ha deciso di pensare anche all’ambiente. Nel centro di distribuzione di Imola, infatti, che serve inoltre i Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel San Pietro, Castel Guelfo, Dozza, Fontanelice e Mordano, ci sono 21 nuovi mezzi ecologici, degli 86 sull’intera provincia: «Quattro tricicli elettrici, 4 quadricicli elettrici, 12 panda e 1 doblò a basse emissioni i mezzi a disposizione dei portalettere dell’imolese», comunicano dall’azienda. Il gruppo, che può contare anche su di una Rete punto poste con 200 esercenti in provincia e un locker in città, intende investire ulteriormente sulla logistica: «Entro il 2025 oltre il 50% dei nostri ricavi sarà generato dal business dei pacchi», ha dichiarato l’amministratore delegato Matteo Del Fante.

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