Imola, Domus del Rasoio pronta per la prossima estate

Taglio del nastro nell’estate dell’anno prossimo. È l’obiettivo che l’Amministrazione Panieri fissa per la sezione archeologica del Museo di San Domenico, dopo l’approvazione del progetto esecutivo per i lavori di allestimento dello scavo archeologico a vista della cosiddetta “Domus del rasoio”, per un investimento di 210mila euro.

Sala e allestimento

La sala immaginata dall’architetto Camilla Fabbri dello studio Siroscape Architettura di Forlì prevede uno spazio fruibile lungo tutti e quattro i lati della sala attraverso passerelle sospese, da cui si potranno vedere l’area di scavo e i mosaici pavimentali appositamente restaurati e ricollocati in loco. Appoggiate al parapetto e addossate alle pareti alcune teche illuminate mostreranno i reperti rinvenuti durante lo scavo, e in particolare il celebre rasoio, a cui sarà riservato un accento espositivo speciale.

L’intero allestimento ruoterà intorno alla proiezione di un video appositamente commissionato dai Musei civici, che ripercorrerà e descriverà la storia del sito archeologico attraverso ricostruzioni in 3d. «Il sistema audio immersivo permette al visitatore di calarsi all’interno dell’esperienza narrativa – spiega l’architetto Fabbri –. Ed all’avvicendarsi nel racconto dei reperti e delle emergenze archeologiche, queste via via verranno illuminate facendo capire al visitatore dove sono collocati nella sala e a che epoca appartengono nel racconto. Una volta terminato il video, si illumineranno tutte le teche e le luci sugli scavi per individuarle all’unisono, per poi ritornare all’illuminazione soffusa di visita».

«Viaggio nel tempo»

«L’area di scavo sarà restituita ai cittadini e ai visitatori in modo da rendere il più possibile comprensibile la complessità della vicenda storica di quel luogo, che in qualche modo sintetizza perfettamente la storia della città – spiega Diego Galizzi, direttore dei Musei civici –. L’allestimento che andremo a realizzare sarà fortemente orientato alla narrazione, attingendo alle possibilità oggi offerte dalla multimedialità e dall’illuminotecnica per accompagnare passo passo il visitatore attraverso le varie epoche che in questo spazio, seppur piccolo, hanno lasciato la loro memoria».

«La Domus del Rasoio è la parte più avanzata della sezione archeologica – commenta Giacomo Gambi, assessore alla Cultura –: passerelle sopraelevate rispetto ai mosaici, teche con all’interno il rasoio ed altri reperti, illuminazione, apparati didascalici e una proiezione multimediale col racconto delle fasi storiche del sito permetteranno al visitatore di fare un viaggio nel tempo».

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