Imola: Dante, Malkovich e Mercelli all’Infermo

La cultura anglosassone arrivò prestissimo a fare proprio Dante Alighieri: già Geoffrey Chaucer nel XIV secolo ne tradusse qualche centinaio di versi e inserì nei “Canterbury Tales” l’episodio del conte Ugolino. L’intuizione di Massimo Mercelli, flautista imolese di fama internazionale e direttore artistico di “Emilia Romagna Festival”, ha fatto il resto: e nel mese di giugno la “Commedia” risuonerà in tutto il mondo nella lingua di Shakespeare con lo spettacolo “Malkovich’s Inferno”, che Erf dedica ai 700 anni dalla morte del grande poeta. Sarà il grande John Malkovich la voce recitante di questo melologo, musicato da Gabriel Prokofiev, nipote del grande Sergej, con I Solisti Aquilani. Il debutto, in prima assoluta, a Imola, a fine giugno 2021, in collaborazione con il Comune e il teatro Ebe Stignani.

Ma, ed è davvero una grande notizia, “Malkovich’s Inferno” sarà al G20 di fine giugno a Matera: momento culturale clou delle giornate di incontri. «Ero stanco di banalità dantesche – spiega Mercelli – quindi ho pensato di elaborare qualcosa di nuovo: ho ripreso in mano una “Divina commedia” studiata illo tempore, quando però conoscevo quasi tutto l’Inferno a memoria, e poi ne ho parlato a Malkovich. Infine ho trovato in Gabriel uno spirito affine a questo progetto, un musicista che ha toccato l’hip hop e la musica elettronica, è stato dj, ha lavorato per la Disney, e ora è approdato alla classica. Della drammaturgia invece si occupa un’artista che stimo come Elena Bucci».

Tanta Romagna quindi in uno spettacolo che andrà anche a Boston e Londra.

«E questo è un motivo di orgoglio: “Malkovich’s Inferno” si propone del resto di essere ambasciatore dell’Italia nel mondo in un anno segnato da questo anniversario che ne sta dimostrando tutta la modernità. L’estate scorsa, rileggendomi l’Inferno in Toscana in vacanza, mi sono immaginato infatti amici e conoscenti ripartiti fra i diversi gironi (Ramin Bahrami l’avrei visto bene in tutti e nove!) e poi ne abbiamo discusso e riso insieme come matti, rendendo Dante più nostro, tramite questa condivisione, di quanto fosse mai stato».

E il criterio per la scelta dei passi?

«Ho pensato a peccati e peccatori variegati, che permettessero di alternare i colori della narrazione: dalla dolcezza di Francesca ai diavoli di Malebranche, ai traditori nelle bocche di Lucifero, agli ignavi».

E Virgilio?

«Resta un personaggio chiave, rappresentato dalla voce del flauto che nelle culture antiche è tramite fra mondo dei vivi e dei morti, e che suonerò io».

Un lavoro complesso.

«Che comporterà tante prove e tanto lavoro, compresa una generale a giugno prima del debutto».

Un parere al volo sulla chiusura dei teatri che ancora perdura.

«“Emilia Romagna Festival” ha scelto di retribuire comunque i musicisti per i quali la musica è la sola fonte di guadagno, ma i cui concerti sono stati annullati nella stagione invernale».

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