Imola, da Sacchi a Marocchi: “Auguri prof Bandini”

Nomini il professor Andrea Bandini e racconti due storie uniche dello sport Imolese: il basket di cui è stato presidente ma, soprattutto, la pallamano Hc che da niente ha portato ad un passo dal Tricolore e sul terzo gradino del podio in Europa. Ma la prima professione di Andrea Bandini, che nella vita e stato pure assessore all’Istruzione del Comune di Imola, è stata quella di professore di ragioneria in alcuni degli istituti più importanti delle province di Bologna e Ravenna. Molte delle sue migliaia di studenti, ricoprono ruoli importanti nella società.

Domani Andrea Bandini compirà 90 anni e due ex allievi, Arrigo Sacchi e Giancarlo Marocchi, con gioia, hanno accettato di ricordare che “maestro di vita” è stato il prof che ha un’altra grande passione: il calcio e, di conseguenza, l’Inter, «di cui ero anch’io tifoso negli anni ‘64 e ‘65 quando l’ho avuto come insegnante», ricorda l’ex allenatore del Milan stellare e della Nazionale.

«Lo ricordo molto bene, perché era uno dei professori più simpatici, gli piaceva il calcio e se ne parlava spesso. Con lui si aveva un rapporto assolutamente amichevole. L’ho sentito un po’ di tempo fa e lo trovato in ottima forma. Gli auguro tutto il bene possibile e che continui a stare sempre bene».

Il ricordo di Marocchi

«Il primo ricordo è la scuola, il Paolini e ragioneria – spiega Giancarlo Marocchi – e quando uno sapeva che eri studente della sezione B, la prima cosa che ti raccontavano i vecchi era: occhio ai professori Bandini e Tellarini».

Un uomo di sport che è stato molto vicino a Marocchi quando a 16 anni dall’Imolese è passato al Bologna. «Sia il prof e i miei compagni mi hanno aiutato molto; le interrogazioni erano programmate perché dalla quarta quando giocavo in prima squadra avevo molte assenze. I miei compagni mai si sono lamentati, e voglio ringraziarli ancora oggi tutti quanti. Sono molto fiero di essere arrivato in fondo al diploma senza scorciatoie e lo racconto ancora oggi come un grande traguardo».

Parlare del professor Bandini, come detto, vuol dire parlare di una grande fetta dello sport Imolese. Marocchi non ha dubbi: «Qui parliamo di pallamano e di un miracolo sportivo. Un professore di ragioneria che porta una squadra in Serie A e diversi giocatori in nazionale, con risorse proprie e di pochi sponsor, è una cosa che succede ogni 100 anni in una realtà piccola come Imola. In questo coinvolgeva tutti, anche noi studenti. Andavamo alla partita, eravamo degli ultras e ci piaceva. Ci faceva anche comodo perché al lunedì i primi 10 minuti si parlava dell’Hc e quindi guadagnavamo tempo. Ora possiamo dirlo, dopo tanti anni. Poi bisognava comunque studiare, il prof non ti regalava nulla».

Gite di classe

Non solo le domeniche e i lunedì erano speciali, anche le gite di classe sono rimaste ricordi indelebili. «Me ne ricordo una a Pola, in terza, organizzata dal prof interamente e avendo dei giocatori della ex Yugoslavia ci furono sfide di ogni sport. Vincemmo a calcio e calcetto, se non ricordo male».

L’ex centrocampista di Bologna, Juventus e ora commentatore Sky, non ha dubbi: «Con nessuno ho avuto un rapporto migliore che con il professor Bandini».

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