Imola, crack Bio-on: il processo entra nel vivo a Bologna

Sarà oggi la giornata in cui il giudice Domenico Pasquariello si pronuncerà sull’ammissione o sull’esclusione delle più di cento nuove richieste di costituzione di parte civile nel processo Bio-on cominciato il 18 novembre. Di fronte alle nuove richieste sopraggiunte fra il rinvio a giudizio del 25 luglio e la prima udienza del dibattimento, infatti, i legali dei nove imputati (il fondatore ed ex presidente dell’azienda di bioplastiche di Castel San Pietro Marco Astorri, l’ex vicepresidente Guido Cicognani, l’ex presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, e i sei revisori dei conti Vittorio Agostini, Gianni Bendandi, Pasquale Buonpensiere, Vittorio Folla, Gianni Lorenzoni e Giuseppe Magni) hanno chiesto ed ottenuto un rinvio, con la scadenza del 1° dicembre per il deposito delle memorie contenenti eventuali eccezioni. Dopo l’udienza di oggi, il giudice ne ha già calendarizzata una seconda entro la fine del mese per discutere qualsiasi altra questione preliminare.

Citazione della Pwc

Nel corso delle prossime due udienze, dunque, il giudice Pasquariello dovrebbe pronunciarsi anche sulla citazione della società di revisione fiscale Pricewaterhouse Cooper come responsabile civile. Ha patteggiato una pena di un anno e sei mesi, infatti, il revisore dei conti Alberto Rosa, dipendente dell’altra società di revisione fiscale Ernest & Young, aprendo di fatto la possibilità di una causa anche sul versante civile. E all’epoca dei fatti contestati (le accuse a carico dei nove imputati, a vario titolo, sono quelle di bancarotta fraudolenta impropria e per distrazione, di manipolazione del mercato fra il 2018 e la dichiarazione del fallimento della Bio-on del 10 dicembre del 2019, e di tentato ricorso abusivo al credito) Gianni Bendandi era, appunto, dipendente di Pricewaterhouse Cooper.

Sentenza a fine 2023

La fase dibattimentale vera e propria, dunque, prenderà il via solamente a gennaio. L’intenzione del giudice è quella di procedere abbastanza velocemente, e ha lasciato intendere che nei mesi di giugno e di luglio potrebbero essere programmate due settimane di udienze quotidiane. L’obiettivo, dichiarato più o meno apertamente, è quello di concludere il processo ed emettere la sentenza di primo grado entro la fine dell’anno prossimo. I testimoni indicati dalla Procura – il procuratore aggiunto Francesco Caleca e il pubblico ministero Michele Martorelli – e dagli avvocati degli imputati e delle parti civili sono circa un centinaio.

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