Imola, “corso all’albero” arrivano 10mila piante gratis

Un albero per ogni cittadino. L’obiettivo della Regione Emilia-Romagna di piantare entro il 2024 4 milioni e mezzo di alberi prosegue con il progetto “Mettiamo radici per il futuro”, iniziato nell’ottobre del 2020.

Un’iniziativa grazie a cui chiunque può ricevere gratuitamente a partire dal primo ottobre fino ad aprile un numero illimitato di piante, a condizione che rispetti le esigenze dell’essenza.

La scelta, infatti, è tra alberi e arbusti suddivisi in base al territorio pianura, di collina e di montagna. Su 22 vivai accreditati 2 sono nel territorio imolese: Eden garden sulla via Montanara e Arborea al Gallo, a Castel San Pietro Terme.

Nel circondario 50mil alberi

Il progetto, finanziato dalla Regione per questa nuova tranche con 1,1 milioni di euro, conta 1.139.232 piante finora distribuite, di cui il 59% sono alberi autoctoni, il 7% alloctoni e per il 34% si tratta di arbusti. Sul territorio imolese, complessivamente, hanno già messo radici quasi 50.000 piante. Per l’esattezza: 49.300: 1.029 a Castel Del Rio, 1.373 a Fontanelice, 1.576 a Borgo Tossignano, 3.241 a Casalfiumanese, 17.235 a Castel San Pietro, 6.010 a Medicina, 3.140 a Castel Guelfo, 2.374 a Dozza, 11.302 a Imola e 2.020 a Mordano. E presto se ne aggiungeranno altre: «Abbiamo preso circa 10.000 piante – racconta Corrado Paciaroni, uno dei titolari dell’ Eden Garden, che per il terzo anno ha partecipato al bando accreditandosi –. I clienti vengono da tutta la regione in base alla tipo di pianta che cercano e le richieste sono aumentate. Si va dal privato che chiede solo qualche albero, agli enti o associazioni che ne prendono a centinaia. Molti sono stati piantumati nelle scuole. La richiesta media è intorno ai 20 alberi e spesso non si superano le 100 unità perché quella è la soglia sopra cui bisogna indicare i dati catastali del luogo di piantumazione».

Le specie disponibili

La varietà tra cui scegliere è molto ampia, condizionata dal sito di piantumazione. Si va dal ciliegio selvatico al gelso bianco, al frassino. E poi pioppi, roveri, corbezzoli, gingko, cedri e cornioli, insieme a più di un centinaio di specie che non prevedono però alberi da frutto innestati. «Sviluppiamo col cliente un progetto con essenze principalmente autoctone in base alla zona – prosegue Paciaroni –. C’è anche chi ha già le idee chiare. In vallata, ad esempio, è molto richiesto il castagno, mentre in pianura prevalgono come arbusti i noccioli, le rose canine e le ginestre, e tra gli alberi le querce, i frassini e gli aceri campestri».

Come funziona

Per ottenere le piante serve compilare una dichiarazione di impegno scaricabile dal sito della Regione: «Va consegnata al vivaio insieme alla copia di un documento di identità – ha precisato Paciaroni –. Noi stiamo già ricevendo molte richieste e apriremo le prenotazioni dal 20 settembre. La distribuzione poi sarà dal 1 ottobre. Noi teniamo solo piante in zolle o in vaso, tra i 30 e i 70 centimetri a un massimo di 2 metri, comunque trasportabili in auto. Se il cliente lo richiede possiamo occuparci della posa, l’unico servizio a pagamento», conclude Paciaroni.

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