Il vescovo di Imola Giovanni Mosciatti Foto Monti

IMOLA. La Diocesi di Imola, facendo seguito all’ordinanza del Ministero della Salute, di intesa con il presidente della Regione Emilia-Romagna, circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza coronavirus, stabilisce una serie di limitazioni anche per la vita dei fedeli. <Ci si attenga sempre a criteri di prudenza, evitando in ogni modo concentrazione di persone in volumi ristretti e per lungo tempo. Le chiese rimangono aperte al culto e alla preghiera individuale, non a gruppi, secondo le consuetudini – spiega un comunicato della Diocesi di Imola -. Fino a nuova disposizione sono sospese tutte le celebrazioni fino al 1° marzo>. Nei giorni feriali, i sacerdoti celebreranno la Messa quotidiana, ma a porte chiuse, <pregando a nome di tutta la comunità, segnalando con il suono della campane che l’Eucaristia è offerta per i vivi e i defunti: anche se è opportuno non celebrare pubblicamente, non deve venire meno la preghiera liturgica che per noi sacerdoti è appuntamento quotidiano di vita ed è sorgente inesauribile di grazia per tutto il popolo di Dio>. Forma breve anche per i funerali, e comunque niente segno di pace durante le finzioni, e l’ostia della comunione può essere posta solo nelle mani dei fedeli e non in bocca. Nelle chiese sarà tolta l’acqua dalle acquasantiere e niente benedizioni pasquali, catechismo e incontri dei gruppi parrocchiali, oratori, dopo scuola, e sport, teatro o cinema che fanno capo alla diocesi e alle parrocchie fino al primo marzo. <Il Mercoledì delle ceneri sono sospese tutte le celebrazioni. Sarà inviata una preghiera per ricordare in casa l’inizio della Quaresima e dedicare un congruo tempo alla preghiera in famiglia, ricordando in particolare i malati, quanti sono colpiti dal corona virus e quanti in modi diversi si adoperano per limitarne le conseguenze, in particolare il personale sanitario e di ricerca scientifica> fa sapere la Diocesi che dunque invita alla preghiera. I centri d’ascolto della Caritas diocesana e parrocchiale continueranno il loro servizio seguendo queste modalità: far entrare una persona alla volta onde evitare assembramenti e far loro igienizzare le mani. Gli operatori dell’accoglienza portino guanti monouso. Chi sa di avere difese immunitarie fragili comprovate è invitato a evitare di mettersi a disposizione per il servizio o lo faccia con la mascherina. Le eventuali (solo se necessarie) distribuzioni alimentari avvengano per singolo appuntamento, mentre sono sospese le distribuzioni di vestiti. Le mense parrocchiali predispongano la fornitura di pasti in porzioni singole e “d’asporto”.

< Siamo tutti interessati ad affrontare con determinazione, senza panico né leggerezza, una situazione che chiede vigilanza e senso del bene comune. Sperimentiamo tutti la nostra debolezza e fragilità. Proviamo paura e come sempre questa chiede risposte serie e unitarie, per trovare le soluzioni più efficaci per tutti, con la massima attenzione ma senza allarmismi. Molte riunioni sono state cancellate. Questo ci aiuterà a comprenderne il valore con maggiore profondità e ad avere più tempo per la riflessione e la preghiera personale. Sentiamo la vicinanza premurosa di Gesù medico buono degli uomini del quale sperimentiamo la solidarietà e la protezione e affidiamo all’ intercessione della Madonna del Piratello e del Mulino noi e tutti i suoi figli> sono le parole del vescovo di Imola monsignor Giovanni Mosciatti.

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