Imola, coop imolesi perdono l’appalto l’affondondo dell’Alleanza

L’Alleanza delle Cooperative si dice preoccupata e critica l’esito dell’appalto per i servizi educativi, assistenziali e di mediazione scolastica nel circondario per il prossimo triennio. «A preoccupare – afferma la centrale delle cooperative – è il metodo applicato. Nel determinare l’esito della gara è l’elemento del prezzo a incidere in modo decisivo, ribaltando la valutazione sulla qualità nel quale le cooperative del territorio risultavano ampiamente in vantaggio. Tale scelta non rispetta lo spirito e la lettera del Protocollo appalti, firmato nel 2019, su stimolo del mondo cooperativo, tra Comune di Bologna, Città Metropolitana e parti sociali».

Cosa cambia

Dopo quasi mezzo secolo di gestione, le coop sociali imolesi Solco Imola e Seacoop hanno infatti perso l’appalto per il periodo 2022-2025. A vincerlo è stato invece il Consorzio Blu, formato dalle cooperative In cammino, Arete, Ancora e Oasi di Faenza. Questo soggetto grazie al 5% del ribasso economico si porta a casa un contratto che tenendo conto delle prestazioni a base di gara, dei servizi opzionali attivabili su richiesta, del rinnovo di ulteriori tre anni e della proroga tecnica di sei mesi corrisponde a quasi 19 milioni di euro.

Valanga di problemi

Questo cambio di gestione genera preoccupazione. Sempre per l’Alleanza «oltre alla perplessità per il metodo applicato, si aggiunge il timore che nelle istituzioni si attenui l’attenzione a valorizzare il criterio della qualità». Inoltre «sottolineiamo la problematicità che si verrà a creare per circa trecento lavoratori che si troveranno a dover scegliere se rimanere nell’attuale cooperativa o accettare l’offerta di lavoro di quella nuova». Situazione non positiva si riverbera, per l’Alleanza «anche per gli istituti scolastici che si troveranno a subire la scelta rinunciando a professionisti che da anni lavorano con loro». Infine le famiglie. Per Alleanza cooperative «il disagio sarà chiaro visto che educatori che per anni hanno seguito i loro figli potrebbero non esercitare più questo servizio».

Il bando

Il bando prevede un carnet di servizi che parte da quelli di base (circa 8,5 milioni di euro) per interventi educativi, mediazione sensoriale e culturale, laboratori interculturali, a cui si aggiungono l’insegnamento della lingua italiana e laboratori estivi, l’assistenza e il supporto psico-pedagogico fino alla vigilanza nel trasporto scolastico. In più si chiede la gestione di singole sezioni di nido d’infanzia, il cui costo mensile per unità è di 8.575,63 euro, la gestione delle medesime ma con ausiliariato, costo a base d’asta 10.806,05 euro al mese per sezione, e la gestione didattica di sezioni di scuola dell’infanzia valutato in 5717,09 euro al mese. Infine è prevista anche l’attività di mediazione familiare con un costo a incontro di circa 90 euro.

Tra le primissime a lanciare l’allarme sul caso dell’appalto vinto da una realtà non imolese è stata la consigliera Marinella Vella della lista civica Cappello che ha sottolineato infatti come «dopo tante chiacchiere in Consiglio fatte sulla difesa dei diritti degli alunni più fragili, scopriamo invece che al Comune non importa niente né dei bambini né dei lavoratori e nemmeno della qualità del servizio educativo. La gara l’ha vinta, infatti, chi ha fatto l’offerta economica più bassa. Il libero mercato ha le sue regole – aggiunge Vella – ma in ambiti così delicati l’aspetto economico non dovrebbe avere la meglio sul criterio principe della qualità del servizio». Vella non è la sola però a stigmatizzare il caso. Anche per Nicolas Vacchi di Fratelli d’Italia «sulla vicenda della nuova gestione dei servizi educativi nell’imolese, l’amministrazione locale ha palesemente dormito. Oltre al valore della territorialità e della prossimità dei processi di aiuto e sostegno il problema diventa anche lavorativo. Un disastro politico ma che diventa anche e soprattutto sociale e che guardiamo con preoccupazione. Per questo – conclude l’esponente dell’opposizione – chiederemo una commissione consiliare ad hoc».

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