Imola, centri giovanili fondi in arrivo

Il Circondario imolese mette a disposizione 80 mila euro per finanziare le attività dei centri di aggregazione giovanile del territorio. Risorse che hanno recentemente ottenuto anche un apporto regionale di circa 52 mila euro e che permetterà di proseguire nel compito di dare spazi e contenuti alle comunità con particolare riferimento alla fascia di popolazione più giovane, soprattutto quella compresa dagli 11 ai 20 anni, che arriva in totale a quasi un migliaio di fruitori.

La ripartizione delle risorse

Per ora la ripartizione tra le dodici realtà presenti e operanti sul territorio dei dieci comuni vede un impegno di spesa per Imola di oltre 33mila euro seguito da 5.200 euro stanziati per Castel San Pietro e rispettivamente 4.550 per quelli di Casalfiumanese e frazioni, Medicina e Mordano. Risorse che andranno così ad aiutare la programmazione delle attività di chi gestisce queste strutture. Si tratta di Officina Immaginata per il centro Ca’ Vaina e quello di Mordano, e Solco Prossimo che gestisce undici strutture, per conto dell’Asp del Circondario imolese, tra Castel del Rio, Castel San Pietro, Toscanella, Castel Guelfo, Casalfiumanese, Mordano, Borgo Tossignano e Medicina.

Le attività di Solco

Per la referente della cooperativa Solco prossimo per questo ambito, Valentina Gardenghi «da anni portiamo avanti questa iniziativa che ci vede seguire oltre 400 ragazzi e ragazze del territorio attraverso attività che migliorino la qualità della vita offrendo a tutti uno spazio attrezzato e adeguato per la creazione di occasioni di incontro». Ma non solo, «cerchiamo, intercettiamo e coinvolgiamo – sottolinea Gardenghi – anche gruppi e associazioni del territorio, affrontiamo percorsi con ragazzi a rischio di marginalità a causa di disagio sociale, handicap psicofisico, problematiche di tipo psichiatrico, cercando così di prevenire fenomeni di emarginazione o devianza. Inoltre – conclude – coinvolgiamo gli adulti e le realtà associative del territorio attraverso collaborazioni su singoli progetti, laboratori e iniziative. La pandemia ha sicuramente rallentato e frenato questa ruota, ma nei nostri centri, sia in presenza quando si poteva che in remoto, abbiamo e stiamo portando avanti le varie attività per non far perdere un punto di riferimento».

Il lavoro di Officina

«Nei due centri che gestiamo – sottolinea il presidente di Officina Immaginata, Daniele Fabbri – quello più vecchio a Mordano e Bubano e quello più recente a Imola a Ca’ Vaina cerchiamo di offrire spunti, momenti, iniziative e laboratori che sappiano creare inclusione, relazionalità e coinvolgimento da parte delle giovani generazioni». Un esempio è il centro “Flod” di Bubano dove «convivono due anime, una legata ad azioni per ragazzi e ragazze dagli 11 ai 18 anni, in cui sono una decina, e uno – sottolinea Fabbri – gestito dall’associazione giovani Flod, realtà del territorio formata da alcuni residenti che punta invece a offrire momenti di ritrovo e relazione per decine di ragazzi fino ai 30 anni. Numeri più grandi – conclude il presidente stesso – sono quelli che interessano il centro imolese Ca’ Vaina che, anche se è solo da qualche mese in attività, ci sta dando grandi soddisfazioni».

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