IMOLA. Secondo giorno consecutivo di un nuovo sciopero dei lavoratori della Cefla, ma potrebbe anche continuare, con presidio di fronte ai cancelli di via Bicocca. Non si ferma la mobilitazione sindacale per la vertenza che interessa la cooperativa imolese partita a seguito della decisione della stessa di cedere un ramo d’azienda, quello dello shopfitting, all’ Itab La Fortezza Spa. Ipotesi che ha preso piede a settembre, prima alimentata da voci di corridoio, tenendo lavoratori e lavoratrici sospesi in un alone di mistero fino alla concretizzazione con l’ufficializzazione della decisione ai primi di ottobre. Dopo l’ennesimo incontro tra direzione e sindacati, l’ultimo si è tenuto mercoledì, da cui non è uscita nessuna sostanziale svolta in positivo sulle richieste di maggiori tutele per tutti i lavoratori coinvolti, oggi si ritenta.
Nessun ottimismo sindacale
Non regna comunque ottimismo da parte di Fim, Fiom e Uilm. «Noi – ci tengono a sottolineare i tre sindacati – da sempre ribadiamo che le clausole di garanzia sono il punto imprescindibile per riuscire a concludere un accordo. Clausole che, finora, non hanno trovato risposte positive da parte aziendale ma che anzi ci ha messo davanti a una proposta divisiva e per noi inaccettabile. Nello specifico – ribattono – il loro orientamento vorrebbe che per il 2° e 3° anno, nel caso dovessero sussistere esuberi nella newco, la Cefla possa riassorbire un numero molto limitato di persone, stiamo parlando al massimo di una decina di persone per ogni annualità, andando però e addirittura ad agire sui contratti temporanei in quel momento presenti nella cooperativa. Della serie – sbottano i rappresentanti dei lavoratori – vorrebbero che i sindacati facessero una scelta di chi salvare tra i lavoratori?». Una cosa che in ambito cooperativo «ci appare veramente fuori anni luce da quello che il termine cooperazione dovrebbe essere e fare e che ha sempre cercato di promuovere: mutualismo e solidarietà». Sempre per chi si trova dalla parte dei lavoratori si evidenzia come «la responsabilità dell’azienda non deve essere riversata sui lavoratori che l’unica cosa che vogliono avere – aggiungono – è una certezza del proprio futuro».
Esiste un piano industriale?
Inoltre a rendere molto spinosa e di difficile risoluzione questa vertenza è la questione del piano industriale della nuova realtà che dovrebbe prendersi in carico le “203 unità di produzione umana”. «Ci è stato presentato un piano industriale – confermano Montebugnoli (Fim) e Moni (Fiom) – senza nessun numero dove paradossalmente alla voce investimenti si trova la dicitura “non ci saranno disinvestimenti”». Un situazione che «ci fa restare molto più sull’attenti piuttosto che rassicurati, soprattutto per i 158 lavoratori e lavoratrici, visto che 45 sono soci lavoratori e la sicurezza del reintegro in Cefla lo hanno di diritto, che potrebbero trovarsi ad avere possibili e spiacevoli sorprese. Noi siamo arrivati a chiedere certezze per reintegro e tutele fino a tre anni, durata della co-partecipazione di Cefla, al 19%, nella newco, ma non possiamo accettare divisioni tra lavoratori». I sindacati lanciano poi una sorta di provocazione. «Il piano che Cefla propone, viene dalla stessa definito “buon piano”. Se Cefla è così convinta che sia buono, quello che chiediamo è una sola formalità a costo zero. Se la newco avrà un futuro roseo – rimarcano – nessun lavoratore della Business unit Shopfitting rimpiangerà l’uscita da Cefla. Ma evidentemente non ci crede veramente neppure lei». Alla luce di queste posizioni abbiamo provato a contattare l’azienda che però sul tema ha deciso di non rispondere alle domande del Corriere.
I silenzi e le posizioni politiche
Non manca anche un attacco al mondo della politica locale per lo scarso interesse sulla vicenda. «Stiamo ascoltando – sottolinea il rappresentante della Fiom Moni – un silenzio assordante da parte dell’attuale sindaco e della sua giunta. Il primo cittadino Panieri sarebbe bene si facesse parte in causa delle richieste di garanzia dei lavoratori». Un segnale arriva dalla Regione Emilia-Romagna dove il consigliere Giancarlo Tagliaferri (Fdi) chiede in un’interrogazione «se non si ritenga necessario convocare un tavolo istituzionale di salvaguardia occupazionale per i lavoratori di Cefla, assieme alle parti sociali e alle altre istituzioni del territorio, affinché l’azienda faccia conoscere il piano industriale prima della chiusura della trattativa, al fine di dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori che chiedono certezze per portare avanti la propria quotidianità».

AGGIORNAMENTO. Il presidio è ripreso questa mattina presto e i lavoratori hanno ricevuto la visita del sindaco Marco Panieri che ha portato la solidarietà sollecitata ieri dai sindacati stessi. Oggi alle 15 un nuovo incontro fra sindacati e azienda. VIDEO

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