Imola, case sfitte un censimento nel circondario

Una fotografia attuale dello stato di abbandono di case, appartamenti, negozi e capannoni industrial-artigianali. Questo è quanto chiede il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi ai colleghi. «Stiamo iniziando il percorso per la definizione di un nuovo Piano urbanistico generale – commenta il primo cittadino Albertazzi – e in questa fase è più che mai opportuno che tutti i Comuni realizzino il censimento del cemento. In questo modo sarà possibile attuare una politica virtuosa di utilizzo del territorio, dotandoci di uno strumento utile. Il nostro – prosegue – è un invito che lanciamo anche perché Dozza non potrebbe accettare una rinuncia alle buone iniziative assunte anni fa. Siamo stati all’avanguardia, ora può esserlo l’intero Circondario».

L’esempio di Dozza

Nel 2015 il Comune di Dozza fu tra i pochi, a livello nazionale, a redigere questa rilevazione, uno strumento che ha permesso di conoscere lo stato della realtà urbana tutte le unità immobiliari presenti nel territorio, quantificando anche in modo capillare gli alloggi vuoti, non utilizzati o sfitti. Dal censimento del 2015 nei 25 km quadrati del Comune, abitato da 6.500 abitanti, la presenza di case vuote era di 868 unità e 218 non ancora costruite ma realizzabili in qualsiasi momento in virtù di vecchie convenzioni. Una situazione «che oggi vogliamo aggiornare per capire quali politiche comuni mettere in campo per ridurre il consumo di suolo».

Imola c’è

La situazione del capoluogo imolese, su questo tema, è fotografata dall’assessore all’Urbanistica, Michele Zanelli. «Imola non si tira indietro a questa sollecitazione anche perché, per la creazione del Pug, questa rilevazione statistica è necessaria. Al di là di questo aspetto generale – prosegue – i nostri uffici, compreso quello di piano del Circondario, sono al lavoro per fotografare la situazione del patrimonio residenziale esistente composto, da 30/35 mila unità abitative. Il dato – aggiunge – non è però semplice da rilevare e quindi servirà tempo visto che sulle dinamiche di occupazione bisogna incrociare diverse fonti, e soprattutto per le unità sfitte il dato non è sempre facile da avere. Parallelamente – conclude l’assessore – stiamo partendo anche con altre due altre importanti rilevazioni sullo stato degli spazi riguardanti quelli a uso commerciale in centro storico e quelli industriali».

Castello «a posto»

«Vista la situazione che abbiamo nel nostro territorio non crediamo che adesso questa ricerca possa servire più di tanto. Sappiamo – spiega il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti – che qualche situazione residenziale c’è ma è in fase di risoluzione, anche grazie al 110%, e quindi di appartamenti sfitti o vuoti non ce ne sono. Per la zona industriale – aggiunge – per fortuna di capannoni vuoti non ne abbiamo, anzi il problema è forse il contrario, se non qualche cosa nell’area industriale di Osteria Grande con l’ex Malaguti e qualche altro stabile nella zona interna. Ma un censimento per noi – conclude – non serve in quanto la situazione è conosciuta».

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