Imola, canone concordato la mappa dei quartieri più o meno cari

Da inizio agosto in tutti i comuni del circondario imolese ha preso il via il “nuovo” accordo sui contratti di affitto a canone concordato. Una possibilità per regolamentare il rapporto tra affittuario e locatario, siglata in Città metropolitana nei giorni scorsi. Questi contratti, anche in considerazione della perdurante crisi, si pongono come risposta concreta per agevolare sia chi paga un affitto sia chi lo riscuote. Il tutto con una validità fino al 31 dicembre 2023 ma prorogabile alle medesime condizioni per un altro anno e mezzo.

I punti salienti

I punti salienti del patto, richiedono l’istituzione di un osservatorio, a livello metropolitano, proprio per la verifica puntuale e storica dell’andamento di questa tipologia di contratti. Tra i parametri per il calcolo del canone di affitto rimangono in essere il numero dei vani e la superficie, presenza di riscaldamento autonomo, area verde, parcheggi, anno di costruzione dello stabile e presenza di pannelli fotovoltaici. La durata non cambia, spazia da un 3 più 2 fino a un 6 più 2 anni, ed è premiante più è lunga, oltre a rimanere sempre valida la clausola antidiscriminazione. Infine i contratti a canone concordato usufruiscono di benefici fiscali, sia per i proprietari che per gli inquilini. Per i primi si tratta di un 25% di sconto sull’Imu e il 10%, invece che il 21%, della cedolare secca. Per gli inquilini, oltre ad avere il costo bloccato, di fatto si risparmia nell’affitto più o meno 100 euro al mese rispetto ai contratti a canone libero.

Canoni e zone

I dieci comuni del circondario imolese sono divisi in quattro diverse aree. Queste hanno importi minimi e massimi differenti del canone, che vanno da quelle definite zone di pregio, quasi sempre i centri storici, con un range che spazia dai 38 agli 89 euro per metro quadro, a quelle agricole (da 23 a 60 euro al metro quadrato), arrivando alle zone intermedie caratterizzate da abitazioni in affitto nella cintura urbana più esterna (da 27 euro a 77 euro). Le zone più care, a Imola, sono il centro storico, il quartiere Cappuccini e viale Dante. Ne fanno parte i centri storici anche di Castel San Pietro, Dozza, Medicina, Castel Guelfo e Mordano. Subito sotto ci sono i quartieri più periferici Pedagna est e ovest oltre a Zolino, Colombarina, Campanella e Spuviglia oltre a Gaiana, Gallo, Ca’ Bianca e Poggi nel territorio castellano. Rientrano in questa area anche parte di Dozza e Toscanella, Castel del Rio, Fontanelice, Casalfiumanese e Borgo Tossignano. Nel mezzo troviamo Linaro, Ponticelli, la zona industriale e la periferia a cui si aggiungono le frazioni di Casalfiumanese e Borgo Tossignano. Infine nell’ultima area, dove i prezzi sono più bassi in assoluto, ci sono le frazioni di Sesto Imolese, Sasso Morelli, San Prospero, Zello, Fabbrica, Spazzate Sassatelli e tutte le aree agricole del circondario.

Un ulteriore aiuto per le persone che hanno difficoltà a pagare l’affitto arriva dal Comune di Imola. Martedì prossimo, infatti, la giunta approverà il nuovo bando affitti. Si tratta di una misura di aiuto economico che l’anno scorso ha soddisfatto tutte le 698 domande delle famiglie imolesi ammesse a contributo (su un totale di Circondario di 1.223). In questo nuovo documento si approfondirà in modo concreto quantità di risorse disponibili per il 2022 e dettagli specifici su chi e come si potrà fare richiesta. Di solito il contributo per ogni domanda ammessa è pari a tre mensilità del canone effettivamente corrisposto nell’anno al netto delle spese condominiali ed accessorie, per un massimo di 1.500 euro a domanda. Il bando si aggiungerà così ad un altro aiuto, aperto a fine 2021 relativo alla rinegoziazione di contratti di locazione, per ora nel Circondario ha interessato quattro casi.

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