Finalmente il teatro Stignani riapre il sipario e, dato che la capienza del teatro passa da 468 a 250 posti, la direzione ha deciso di aumentare il numero delle recite per questo spettacolo, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, diretto da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani. Grazie alla disponibilità del Teatro dell’Elfo, le recite di recupero saranno 10 – invece di 6 – e si terranno dal 7 al 14 ottobre, con doppia recita sabato 10 e domenica 11 ottobre.

Lo spettacolo

Mark Haddon con il suo romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è riuscito in un’impresa eccezionale: ha dominato le classifiche mondiali raccontando, come in un giallo, le peripezie di un adolescente Asperger alle prese con la più grande sfida della sua vita. Merito di «una scrittura seria eppure divertente che possiede il raro dono dell’empatia». E la forza di questa storia non si è esaurita nelle pagine del libro, ma è si propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo testo ha ottenuto a Londra un eccezionale successo di pubblico e ha vinto nel 2013 sette Laurence Olivier Awards (tra cui migliore opera teatrale) per poi trasferirsi a New York dove ha vinto quattro Tony.

Un successo che Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno saputo rinnovare sulle scene italiane con scelte registiche lontane da quelle ipertecnologiche dell’edizione inglese, ma capaci di esaltare la qualità della scrittura, il suo ritmo, la polifonia dei personaggi e il lavoro attorale.

I registi dell’Elfo hanno costruito uno spettacolo – debuttato nel dicembre 2018 – nel quale dialogano, con grande armonia, i più diversi linguaggi teatrali. Le scene di Andrea Taddei, come grandi pagine di un quaderno, si animano dei video di Francesco Frongia e dei disegni Ferdinando Bruni; i movimenti scenici di Riccardo Olivier e Chiara Ameglio orchestrano la moltitudine di buffi e inquietanti personaggi che popolano il mondo del protagonista, mentre le musiche originali di Teho Teardo sembrano amplificare la sua emotività.

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