Imola, Asp conti in utile ma il disagio cresce

Il bilancio consuntivo è in utile di 145mila euro, ma porta su di sé tutti i segni della pandemia abbattutasi sul 2020. L’Asp imolese ha presentato i conti alla commissione consigliare, prima di approdare in Consiglio per l’approvazione, e ha tracciato una geografia del disagio crescente in vari ambiti. «I fondi regionali stanziati sempre sul finire dell’anno, ed entrate straordinarie, hanno generato questa positività», specifica la direttrice dell’Asp Stefania Dazzani che ha chiuso un rendiconto da 19,4 milioni complessivi.

Assistenza agli anziani

La pandemia ha pesato soprattutto nel settore che maggiormente assorbe l’attività dell’ente, l’assistenza agli anziani e la gestione delle tre case di riposo in capo all’Asp stessa (7,7 i milioni a questa voce). «A causa del lockdown e della situazione che si era venuta a creare, da marzo a giungo non è entrato nessuno nelle strutture, nel contempo i costi sono cresciuti a cominciare da quelli per i dispositivi di sicurezza anti Covid. Ma abbiamo investito anche tanto in sostegno psicologico per gli ospiti, gli operatori e anche i famigliari, tutti provati dalla chiusura e dalla distanza. Nel 2020 ci sono state 56 rinunce di ingresso in case protette gestite da noi, e i posti inoccupati hanno raggiunto anche il 10%. Oggi non siamo tornati ancora alla normalità. Attualmente abbiamo 103 ospiti, ma basta pensare che su 170 ingressi autorizzati nel corso dell’anno fin qui, le rinunce sono state 160. Questo non vuol dire che non ci sia più bisogno di posti in casa di riposo, ma che certamente dovremo riguadagnarci la fiducia delle famiglie».

Servizi sociali

Di contro, la richiesta di erogazione di servizi di supporto, spesso anche economico, è cresciuta (la voce servizi sociali territoriali ha assorbito circa 10,4 milioni di euro, più 892mila euro per servizi aggiuntivi personalizzati e finanziamenti specifici). «Nel 2020 c’è stato un consistente aumento delle prese in carico: +11,4% di utenti. Nell’area disabili gli assistiti sono passati da 471 a 503 e soprattutto è aumentata la quota di adulti in difficoltà, da 690 a 1120 – spiega ancora Dazzani –. Nel sostegno al reddito abbiamo fatto confluire complessivamente 2,6 milioni di euro. Agli interventi economici diretti previsti dai ristori Covid che i Comuni hanno gestito in autonomia, noi abbiamo aggiunto contributi cash per atri 429mila euro a favore di 552 persone, più gli assegni cura per 947mila euro. Per quanto riguarda il fondo per l’affitto, l’anno scorso sono state 919 le domande ammesse a contributo per 765mila euro. Quest’anno sono cresciute ancora e quelle ammesse sono 1223 (su 1450 circa presentate), il 33% in più. Erogheremo 1,5 milioni di euro. La Regione ha già concesso due contributi, stabilendo che la copertura può passare da 2 a 3 mensilità, e i Comuni compartecipano per ulteriori 285mila euro, questo permetterà di soddisfare tutte le domande coprendo», conferma la direttrice.

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