IMOLA. Un anno complicato, soprattutto dal tasso di scontro con la passata amministrazione 5 Stelle, che si è chiuso con un risultato che Area Blu, retta da un cda “azzoppato” dalle dimissioni a raffica e che il prossimo 10 luglio verrà rinnovato, definisce «oltre le previsioni». Del raddoppio degli utili, da circa 125mila euro a 267mila (su un valore della produzione complessivo di poco meno di 22milioni di euro) abbiamo scritto nei giorni scorsi. «Un risultato che va oltre la previsione di 100mila euro di utili e che arriva nonostante un anno complicatissimo dal punto di vista della governance – spiega il consigliere di amministrazione Aleardo Benuzzi –. L’utile, cresciuto di anno in anno dalla fusione nel 2017 di Beni Comuni in poi, è frutto soprattutto di razionalizzazioni di spesa, dall’estinzione di piani di ammortamento per mutui di opere pregresse, nonché di una quota di opere pubbliche in più eseguite per conto dei Comuni di Imola, Castel San Pietro e Medicina. In particolare il contenimento delle spese deriva dal fatto che diversi pensionamenti sono stati rimpiazzati con persone più giovani e quindi con meno anzianità di pagamento. Ma anche per la razionalizzazione di alcuni servizi attraverso ad esempio un maggiore utilizzo di sistemi informatici per la gestione degli stessi, ad esempio per la sosta».
Sosta e mobilità
Complessivamente i ricavi derivano per 17, 3 milioni dalla gestione del verde, cimiteri, mobilità e sosta dei Comuni soci, per 3,3 milioni da opere pubbliche e per 287mila euro da altre fonti. Vale la pena di sfogliare, nel capitolo delle entrate, le voci alle quali contribuiscono sostanzialmente i cittadini, ovvero la sosta o le multe che arrivano da dalle fotocamere ai semafori. A Imola nel 2019 i parcometri su strada hanno fruttato un ricavo di 1.001.088 euro più 308.908 per la sosta in parcheggi sbarre. Proprio nell’autunno 2019 è partita, per volere della passata amministrazione, la chiusura dei parcheggi a sbarre anche di notte per evitare il mancato pagamento da parte di chi entrava di giorno e usciva a sbarra alzata. «Per raggiungere questi obiettivi, è stato necessario implementare la centrale operativa con nuove tecnologie per la gestione delle chiamate, nonché l’attivazione di una centrale operativa in grado di fornire assistenza all’utenza negli orari notturni e durante i giorni festivi» specifica la relazione di bilancio. Anche per questo gli effetti positivi in termini di incasso sullo stesso 2019 nonostante questa nuova modalità non sono stati evidenti, lo saranno probabilmente nel 2020. Il totale complessivo degli abbonamenti per la sosta dei residenti a Imola è stato di 1.487, le multe verbalizzate sempre legate alle infrazioni per la sosta sono state 5.031. «Nel 2019 è stato redatto un progetto di fattibilità per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica all’interno dei parcheggi a sbarre con l’obiettivo di fornire un servizio aggiuntivo agli utenti dei parcheggi e incentivare l’utilizzo dell’auto elettrica –spiega Area Blu –. È stato anche realizzato un progetto di fattibilità per l’installazione di sensori sugli stalli su strada per monitorare in tempo reale l’occupazione dei posti auto con l’obiettivo di veicolare il flusso del traffico tramite pannelli/app, verso i parcheggi liberi, diminuendo i flussi di traffico di chi è alla ricerca di un parcheggio e riducendo pertanto le emissioni inquinanti». A Castel San Pietro invece il controllo della sosta ha registrato un totale di 584 sanzioni, il ricavo derivante dalla sosta su strada è stato pari a 99.844 euro (200 gli abbonamenti). Gli impianti semaforici in gestione, poi, sono 32 per il Comune di Imola, 11 per Castel San Pietro e 2 per Dozza. Nel Comune di Mordano sono stati redatti i progetti per la realizzazione di 4 nuove postazioni rosso stop, da qui sono arrrivate già maggiori entrate.
Governance
Le vicende organizzative che hanno caratterizzato la vita della società nel 2019, con le dimissioni in rapida successione del Presidente del consiglio di amministrazione, del direttore generale e del responsabile amministrazione, finanza e controllo, hanno decapitato la stessa società «sottoponendola ad una forte tensione organizzativa –dicono i consiglieri rimasti, Stefano Ponzi e Aleardo Benuzzi – non ancora conclusa nel momento in cui presentiamo questa relazione» sul limite temporale massimo concesso. «Vi è da dire che il processo di destabilizzazione portato avanti nei confronti della società, di non univocità fra i soci rispetto alle strategie di fondo della medesima e, da ultimo, la situazione di instabilità venutasi a creare nella seconda parte del 2019 non ha affatto favorito il progredire del processo di amalgama in un unico corpo dei lavoratori di diversa provenienza. Non solo: fatto ben più grave, quella situazione avrebbe potuto mettere in discussione il risultato d’esercizio e perfino la continuità aziendale» rimarca severamente la relazione di bilancio. Ma il consigliere Benuzzi va oltre: «Questo non è però avvenuto e siamo riusciti a tenere fede agli obiettivi che ci eravamo dati a inizio anno nonostante la situazione critica: chiudere il bilancio 2019 senza perdite, tamponare i buchi organizzativi anche senza nominare il nuovo direttore, nomina che riteniamo spetti ad un cda completo e operativo. Infine predisporre un piano di riassetto della governance, che dovrà essere scelto e votato dai soci, per differenziare meglio i ruoli societari e far sì che in futuro l’operatività della stessa società sia meno in balia delle situazioni politiche. Vale a dire dare maggiori responsabilità di gestione al direttore generale stesso, e lasciare al cda più un ruolo di controllo della qualità dei servizi e delle soluzioni adottate, nonché strategico. Questo nell’ottica di ottimizzare i servizi ai cittadini, per cui la società è nata e deve operare». Intanto il 7 luglio scade anche il bando per raccogliere le autocandidature per la composizione del nuovo collegio dei revisori della stessa società.

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