Imola, allarme dei sindacati: “Poco personale in ospedale”

«Carenza di personale preoccupante in ospedale a Imola». A lanciare l’allarme sono le tre sigle sindacali di categoria Fp Cgil, Cisl FP, Uil Fpl che denunciano una situazione preoccupante che riguarda la carenza di personale all’ Ausl di Imola in diverse unità operative e servizi.

Blocco operatorio

«La nostra preoccupazione si è accentuata a seguito di un’assemblea molto partecipata svolta con i lavoratori del blocco operatorio –spiegano Erika Ferretti della Cgil Giuseppe Rago della Uil e Stefano Franceschelli della Cisl –. Questo reparto dell’Ospedale di Imola è in grave difficoltà a causa di un aumento delle ore di pronta disponibilità per garantire gli interventi in urgenza. Le richieste di pronta disponibilità per ogni operatore eccedono molto spesso il limite massimo di 6 al mese come previsto dal contratto di Sanità pubblica».

Dove ricercare la causa? Per i sindacali nella «grave mancanza di personale infermieristico e di supporto» e aggiungono: « Gli stessi operatori si gravano, inoltre, di ore fatte attraverso prestazioni aggiuntive per garantire prestazioni specialistiche di sala operatoria».

Chirurgia

La stessa criticità si estenderebbe poi al Day surgery di Castel San Pietro, «per il quale da tempo si parla di un trasferimento a Imola, che vede spesso il personale infermieristico “reinventarsi” anche ausiliario per fronteggiare le carenze di personale». M le criticità non riguardano solo la parte operatoria, sempre secondo il sindacato, perché interpellata in merito l’Ausl ha deciso di non commentare. «Le ore di straordinario complessivamente infatti aumentano ovunque –affermano Cgil, Cisl e Uil –. E parliamo di lavoratrici e lavoratori che lavorano sotto pressione da due anni per garantire i servizi ordinari e gestire i reparti Covid. Riteniamo che questa modalità organizzativa non sia più sostenibile. Come organizzazioni sindacali abbiamo condotto una vertenza per l’eliminazione di una prassi che era quella delle ferie richiamabili non previste da alcun contratto. Queste, però, non devono essere sostituite da salti di riposi o continui cambi turno o addirittura a continui prolungamenti dei turni da parte del personale».

L’appello

La pandemia ha reso evidente come la carenza di personale infermieristico preesistesse e durante le diverse ondate si fosse acutizzata, anche l’Ausl di Imola ha assunto decine di addetti in più, ma il tema si ripropone, specie dopo che l’ospedale ha ripreso anche l’attività ordinaria a pieno ritmo dopo la sospensione dovuta alla fase più critica del Covid. «Ci rivolgiamo anche alle istituzioni del territorio le quali, nelle scelte di programmazione che riguardano la sanità in raccordo con le altre aziende metropolitane, devono tenere in considerazione l’assetto organico a disposizione senza scelte calate dall’alto che impattano sulla professionalità dei lavoratori e di conseguenza anche sul livello di servizio offerto –lanciano un appello le sigle sindacali –. Allo stesso tempo abbiamo già chiesto all’Ausl di Imola un incontro urgente per affrontare il tema delle piante organiche, ci aspettiamo che venga utilizzata ogni leva a disposizione per far fronte a questa situazione e stabilire un punto zero per partire dai numeri necessari di dotazione di personale, così che le persone in servizio siano sempre quelle che servono». Non è esclusa, nell’attesa, una mobilitazione del personale.

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