Imola, “a scuola rigorosi sulle regole per evitare la dad”

«Si riparte con le misure chiare stabilite dal consiglio dei ministri di mercoledì, consapevoli che sarò necessario essere assolutamente rigorosi, continuare a tenere monitorato il campo e puntare ancora sulle vaccinazioni». Fabrizio Castellari, vicesindaco e assessore alla Scuola, sa bene che sarà ancora una volta impossibile aspirare alla normalità.

Dad e nuove regole

Anche perché sul territorio la popolazione infantile ha ancora una scarsa copertura vaccinale, nella fascia 5/11 è pari all’8,5%, sopra il 75% in quella 12/19. Poi, come segnalava la coordinatrice dei dirigenti scolastici imolesi ci sono già diverse classi nel territorio che partiranno in dad perché mancano gli insegnanti, che si sono malati proprio durante le vacanze. «Le quarantene dei bambini e ragazzi che erano in essere al 22 dicembre si sono esaurite mentre i nuovi casi positivi emersi nel frattempo sono già isolati a casa – ribadisce Castellari –, certo è che problema esiste anche per gli insegnanti, benché vaccinati, e già a dicembre il Covid aveva prosciugato graduatorie già asciutte. Fortunatamente l’avvio in dad non riguarderà tante classi». Intanto le nuove regole le ha dettate il governo, cambiando nuovamente i protocolli del tracciamento, in tilt sul territorio già da prima di Natale, e delle quarantene. Molto in sintesi: nelle scuole dell’infanzia basta un caso in sezione o in classe e tutti a casa 10 giorni, nella primaria al primo caso scatta la sorveglianza attiva con tampone a 0 e 5 giorni e se risultano due o più positivi scatta la dad per 10 giorni. Nelle medie e nelle superiori un caso in classe fa scattare la sorveglianza con obbligo di Ffp2 in classe, con due casi scatta la didattica integrata, ovvero passano in dad gli studenti che non hanno la doppia dose o per chi l’ha avuta o è guarito da più di 120 giorni, gli altri restano in classe con Ffp2. Ma con 3 casi accertati scatta la dad per 10 giorni per tutti.

Tempi e distanze

Nella giornata di mercoledì qualcuno aveva temuto, o sperato, che la riapertura fosse rinviata di due settimane. «Forse se si fosse deciso con più anticipo avrebbe avuto senso, ma con un consiglio dei ministri convocato il mercoledì sera e la riapertura fissata al venerdì, francamente non mi aspettavo certo che vi fosse l’intenzione di far slittare la data, a quell’ora molti prof erano già in aereo e in treno per raggiungere le loro scuole. Anche io sono dell’avviso che sia meglio ricorrere meno possibile alla dad, la dad è un limite e la scuola si vive nel rapporto tra le persone. Lo dico sperando soprattutto che i numeri dei contagi migliorino, ma i numeri sono tiranni e se l’emergenza lo richiede bisognerà adattarsi a regole più dure. Intanto bisogna certamente accompagnare le operazioni di screening e incentivare la vaccinazione. Mi aspetto poi che, quando si chiede alla scuola un altro sforzo straordinario, anche tutte le altre istituzioni si attrezzino, quella sanitaria compresa, alla quale va tutta la mia gratitudine per il lavoro svolto fin qui».

«Il consiglio ministri di mercoledì è stato chiaro nel dettare le regole, ora le dobbiamo applicare con il massimo rigore ancora una volta – conclude Castellari – e puntare sui vaccini. Comprendo le remore rispetto ai più piccoli, non sono un medico ma ascolto molti pareri favorevoli di autorevoli esperti e credo che si debba avere fiducia e scegliere responsabilmente. Ora ci rimettiamo in cammino, sperando di lasciarci presto alle spalle questo brutto sogno».

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