Imola, 345 le dosi del lotto AstraZeneca bloccato già inoculate

IMOLA. Nell’Imolese sono 345 le persone vaccinate nei giorni scorsi con dosi di AstraZeneca appartenenti al lotto sequestrato in seguito alle reazioni avverse segnalate a livello nazionale. È il famoso lotto numero ABV2856 la cui somministrazione è stata bloccata dopo l’alert precauzionale dell’Aifa. Ad Imola, conferma l’Ausl, erano 50 in tutto i flaconi consegnati. In pratica fra le 500 e le 550 dosi di cui 345 sono già state somministrate nei giorni scorsi a operatori della scuola (in totale fin qui ne sono stati vaccinati con questo vaccino 1778 su un totale di 2380) e forze dell’ordine, «senza alcuna segnalazione di reazione anomala», specifica l’Ausl. Le dosi non utilizzate sono state ritirate dall’Ausl di Imola e saranno consegnate alle autorità competenti, ma continua la somministrazione secondo programma delle dosi non appartenenti a questo lotto specifico. Intanto qualcuno però ha già cominciato a telefonare ai medici di base per disdire l’appuntamento. Dall’Ausl di Imola è emersa una un’ unica reazione avversa di rilievo dall’inizio della campagna vaccinale, riguarda un’operatrice sanitaria che aveva pre segnalato patologie allergiche, e alla quale è stata somministrata una dose di Pfizer. L’inoculazione, sotto stretta osservanza medica, ha consentito l’intervento e le cure tempestive. Alla data di ieri erano 7719 le persone vaccinate con almeno una dose, di queste 4622 hanno già completato il ciclo vaccinale di due dosi, per un totale di 12341, a cui si aggiungono le vaccinazioni degli operatori della scuola presso i medici di famiglia.

Categorie vulnerabili

Intanto ieri l’Ausl ha cominciato ad avvisare tramite sms le categorie di persone con patologie considerate vulnerabili, indipendentemente dall’età, per preavvisare che sarà lo stesso servizio sanitario a fissare loro un appuntamento per la vaccinazione, senza bisogno di prenotare personalmente. Gli appartenenti a questa categoria sono stati individuati dal Comitato scientifico nazionale e sono persone con specifiche patologie con compromessa capacità immunitaria e quindi più esposte a rischi. Rientrano quindi in questa fascia le persone con: malattie respiratorie, cardiocircolatorie, condizioni neurologiche e disabilità fisica, sensoriale, intellettiva, psichica (sclerosi laterale amiotrofica; sclerosi multipla; paralisi cerebrali infantili; pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive; miastenia gravis; patologie neurologiche disimmuni); diabete o altre endocrinopatie severe; fibrosi cistica; insufficienza renale o patologia renale; malattie autoimmuni; immunodepressione; malattia epatica; malattie cerebrovascolari. Persone che hanno subito uno stroke nel 2020 e per gli anni precedenti fino a 3; patologia oncologica e emoglobinopatie; sindrome di Down; trapiantati o persone in lista di attesa; grave obesità.

Over 75

Da lunedì possono invece prenotare in tutti i punti (Cup, Cup telefonico, farmacie, Fascicolo elettronico) le persone da 75 a 79 anni, che nel territorio imolese sono in tutto 6.045, presentandosi semplicemente con i propri dati anagrafici o codice fiscale. Le vaccinazioni avverranno a Imola all’Auditorium Osservanza, Teatro Lolli, Case della Salute di Castel San Pietro Terme, Medicina e Borgo Tossignano.

Situazione epidemiologica

Su 1086 tamponi molecolari r e 406 antigenici rapidi refertati ieri, sono 99 i nuovi casi positivi registrati dall’Ausl di Imola (11 fino ai 14 anni, 9 nelle fascia di età 15-24 anni; 30 nella fascia 25-44 anni; 36 nella fascia 45-64; 13 dai 65 anni in su) di cui 45 asintomatici e 54 sintomatici. Ieri si sono aggiunti poi 3 decessi, tutti di cittadini di Castel San Pietro Terme: 2 donne di 76 e 79 anni e 1 uomo di 85 anni. Sono invece 123 i guariti, i casi attivi sono 2402, mentre salgono a 10.445 i casi totali da inizio pandemia. Nella mattinata di ieri erano 96 i ricoveri internistici, di cui 3 post acuti; 13 i Covid posti acuti inviati in Osco Covid, 8 in Ecu, 34 le persone in Terapie Intensive regionali, di cui 10 ad Imola. Sono stati trasferiti in Cra Venturini solo 2 ospiti, uno in soggiorno temporaneo ed uno che è tornato al proprio.

Qualcuno disdice. Ovviamente le notizie del ritorno del lotto di AstraZeneca hanno messo in allarme fra le persone che aveva già prenotato la vaccinazione. Non si tratta di grandi numeri, ma qualcuno, comunque, ha deciso di posticipare. Lo conferma il medico Loris Brini, con ambulatorio tra Dozza e Castel San Pietro Terme che afferma come «proprio oggi (ieri, ndr), alla luce delle informazioni che si sono diffuse su alcuni effetti collaterali avuti a seguito della vaccinazione con AstraZeneca, tre miei pazienti, che avrebbero dovuto sottoporsi alla vaccinazione, hanno invece optato per un posticipo. Lo hanno fatto – dichiara il camice bianco – confermando l’intenzione a vaccinarsi però quando ci saranno alternative a questo marchio. Per il resto, delle trenta dosi che ho somministrato, tranne un piccolo rialzo della temperatura nei due giorni successivi all’inoculazione e qualche leggero dolore nella zona della puntura, non ho registrato situazioni particolarmente gravi». Stessa situazione conferma il collega Taffache Sami che rimarca come «ho esaurito tutte le dosi che mi erano state consegnate senza nessuna richiesta di posticipi o rimandi. Al di là di una sintomatologia riscontrabile in qualsiasi forma di vaccinazione, quindi qualche linea di febbre e qualche dolore localizzato nella zona dove è stato fatto il vaccino, non ho avuto segnalazioni strane». Anche Roberto Merli e il collega Alberto Lolli confermano come «allo stato attuale le notizie che ci arrivano dai pazienti vaccinati sono quelle, eventualmente, di qualche linea di febbre e indolenzimento nella zona della puntura, niente di più. Nessuna cancellazioni delle prenotazioni a oggi sono arrivate al nostro ambulatorio»

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