Il Wwf contro il concerto di Manu Chao a Verghereto: “Utilizzo egoistico di siti di grande valore naturalistico”

In una lettera aperta ai Comuni della Valle del Savio, la sezione di Forlì-Cesena del Wwf punta il dito contro il concerto di Manu Chao a Verghereto della scorsa settimana.

“In merito al concerto di Manu Chao – si legge nel comunicato – che si è tenuto giovedì scorso alla Cella di S. Alberico, in un contesto forestale d’Abieti-Fagetum di prim’ordine, ovvero in una ZSC (Zona Speciale di Conservazione) caratterizzata dalla presenza di almeno 4 habitat prioritari d’interesse comunitario, il WWF FC dopo aver preventivamente sconsigliato agli organizzatori la scelta del sito (suggerendo in alternativa le aree appositamente attrezzate della vicina località Le Balze), affidandosi anche alla valutazione dell’ufficio competente della Regione sull’incidenza ambientale dell’ evento, che tuttavia, ahinoi, non è stata resa nota, preso atto dunque che il concerto s’è quindi tenuto dove previsto, i volontari dell’Associazione si sono allora adoperati nel rilevare direttamente sul posto gli effetti di tale manifestazione sull’ambiente in questione.

Premettiamo che, pur volendo qualcuno associare il concerto a celebrazioni di dantesca memoria, è apparso evidente che con Dante e la spiritualità del luogo questo evento non abbia avuto alcuna attinenza. Al contrario, la frequentazione di questo luogo da parte di qualsiasi visitatore dovrebbe essere rivolta al rispetto e alla conoscenza dei suoi aspetti naturali oppure all’ascolto del silenzio o dei suoni che essi riservano! Tralasciando però riflessioni che agli amanti dei decibel potrebbero anche non interessare, si è potuto facilmente rilevare che nonostante le rassicurazioni date dall’organizzazione, che affermava si trattasse solo di “musica acustica”, in realtà a causa dell’amplificazione questa ha avuto una considerevole emissione a largo raggio , rilevata pure dalle vette soprastanti, e s’é diffusa su tutta la fascia forestale circostante; fascia forestale che annovera peraltro nidificazioni di specie ornitiche rigorosamente protette le quali utilizzano pure l’area occupata dal concerto per le proprie necessità alimentari.

Evidenziamo che un impatto di tal genere “estraneo e improvviso” può avere ripercussioni più elevate di quanto si possa immaginare in habitat naturali “molto sensibili”, non solo per gli uccelli, ma anche per tante altre specie animali che utilizzano l’area per le proprie esigenze, tanto più se causato pure in periodi estivi, come questo, d’intensa attività biologica.

In aggiunta, s’è anche constatata una cospicua presenza di mezzi di servizio, anche pesanti, che hanno circolato sui campi e sulla stradella d’ accesso, inadeguata a tali transiti.

Pare inoltre che l’apertura di un varco realizzato nella recinzione per l’accesso dei mezzi nel campo, abbia pure comportato il taglio di alcune piante, e questo vorremmo fosse accertato dai Carabinieri Forestali. Pur avendo rilevato infine una buona pulizia post concerto dell’area utilizzata, tuttavia e come temuto, s’è riscontrato il rilascio sul terreno di numerosi mozziconi di sigaretta. Si tratta di rifiuti troppo spesso trascurati, ma fortemente inquinanti i quali, tramite disgregazione e dilavamento da pioggia, possono contaminare oltre al terreno, anche le acque. Ricordiamo che poco più a valle del campo utilizzato dal concerto c’é un limpidissimo ruscello, che rappresenta uno degli habitat di Rete Natura più preziosi, oltre che il toponimo di maggior interesse storico di questa zona (“inter ambas Paras”).

In definitiva, aldilà degli impatti cumulativi che magari qualcuno riterrà di poco conto, come WWF FC pensiamo che l’utilizzo egoistico di siti di grande valore naturalistico da usare come “bella cornice”, per l’organizzazione di eventi, non abbia nulla a che fare con la riqualificazione delle finalità e delle peculiarità ambientali intrinseche di tali siti e nemmeno abbia compatibilità con le norme e le misure di conservazione previste da Rete Natura 2000. Infatti l’organizzazione di concerti nei siti classificati come ZSC, qualora non siano previsti in aree urbanizzate ma, come in questo caso, in un habitat agro-forestale circondato da habitat forestali prioritari, ci risulta pure in contrasto con le stesse norme di legge previste e vorremmo che a farle rispettare fossero in primis proprio le amministrazioni pubbliche delegate alla loro gestione. Si chiede pertanto alle stesse amministrazioni coinvolte e agli organizzatori di eventi di soprassedere dall’organizzazione di nuovi eventuali concerti nella area tutelata della Cella di S. Alberico. Peraltro nelle immediate vicinanze ci sono località turistiche sicuramente meglio adeguate per ospitarli, con beneficio anche per le attività di ricezione turistica”.

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