Il teatro per ragazzi di Mescolini raccolto in un volume

Annunciato in aprile nel 4° anniversario della morte, si presenta oggi il volume sui lavori teatrali di Franco Mescolini (1944 – 2017). “Opere per il teatro. Dieci pièce per un’infanzia senza età 1986-2010” (Società editrice Il Ponte vecchio) viene illustrato alle 17 nel teatro Bonci di Cesena. Curato da Franco Pollini direttore del Bonci, dà risalto alla figura dell’attore (fu anche nei film di Roberto Benigni), regista, drammaturgo, maestro cesenate, autore di 47 testi depositati in Siae. Il volume ne contiene una decina selezionati con la consulenza degli attori della “Bottega del teatro Franco Mescolini”. Intervengono l’assessore Carlo Verona, il direttore di Ert Valter Malosti, Franco Bazzocchi, il drammaturgo Alberto Gozzi, oltre a Pollini. Prevista la lettura di frammenti dei testi da parte di alcuni attori della “Bottega”.

Fu “Quegli irresistibili favolosi fratelli Grimm” che inaugurò nel 1986 la produzione per il Teatro Ragazzi e la vocazione di maestro di teatro di Mescolini. Il quale lavorò per anni a Roma, al teatro Le Maschere diretto dalla mecenate Carla Marchini (sorella dell’attrice Simona Marchini). Rientrato a Cesena nei primi anni duemila, continuò nella “Bottega del teatro” scrivendo e realizzando anche spettacoli per adolescenti.

Fra i testi nell’antologia, sempre a cavallo fra immaginazione, sogno, verità, i suoi “Don Chisciotte”, “Moby Dick”, “Andersen il ciabattino”, “Il Mondo della luna”, “Lisistrata”, “Lo specchio di Melappona”, “24° prima ciak si gira”, “Arrivederci Monsieur Pochettini”. Come gli autori del passato, era solito scrivere i ruoli “in scena” su misura degli interpreti, e affiancava sul palcoscenico professionisti con neofiti. Si cucì addosso anche monologhi per sé, sia drammatici che divertenti come il suo irresistibile “Shakespeare in dialet”.

Barbara Abbondanza incontrò Mescolini nel 1998 a Sarsina, nel Laboratorio europeo per l’allestimento de “L’asinaria” per il Plautus festival. Con lei anche l’attore gambettolese Camillo Grassi. Al termine il regista le propose di seguirlo a Roma, e da allora vive e lavora nella capitale.

Barbara, alla luce di questo omaggio editoriale, cosa ancora la sorprende del suo maestro Mescolini? «Continuo a chiedermi perché Franco sia rimasto troppo nell’ombra. Aveva lungimiranza, capacità autoriale e da regista; era un vero pigmalione, un maestro che ti affascinava, un istrione sul palcoscenico, caratterista bravissimo. Ho conosciuto poche persone che contengono in uno così tante virtù. Era artista raro, nella sua “Bottega” insegnava davvero a respirare l’arte del palcoscenico. Uno dei miei obiettivi sarà di fare girare i suoi testi, alcuni plot sono adatti anche al cinema, come ci disse un produttore dopo aver visto “Johnny è alto 1,84 ed è il fidanzato di mio figlio”».

Come “Bottega del teatro” quali novità annunciate? «Chiuderemo il Plautus festival di Sarsina il 19 agosto con la prima nazionale del “Plutus” di Aristofane testo poco rappresentato, con la regia di Gigi Palla. I temi di ricchezza e povertà verranno trasposti nell’oggi della pandemia, alle difficoltà per artisti e attori. Non sappiamo ancora se allestiremo il consueto appuntamento estivo nel chiostro di San Francesco a Cesena».

Quali altri impegni d’attrice? «Ho partecipato a “Summertime” serie Netflix in uscita il 3 giugno; ho inoltre preso parte a una produzione italo cinese per le sale, a una serie per adolescenti per Rai Gulp e a un corto. Da dodici anni porto anche avanti l’attività di insegnamento con laboratori teatrali per le scuole, è una grande passione che ho ereditato dal mio maestro, Franco Mescolini».

Ingresso gratuito su prenotazione.

Info: 0547 355959

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