Il summit dell’energia al lavoro per un futuro sostenibile

Rethinking energy together: alliances for a sustainable energy future, ripensare l’energia insieme attraverso sinergie e alleanze che possano garantire un futuro sostenibile e di crescita del settore, è il tema dell’edizione 2021 di OMC, in programma al Pala De André di Ravenna dal 28 al 30 settembre. Come accade ormai da più di 25 anni, OMC si pone al centro del dibattito con diverse novità rispetto al passato.

Innanzitutto, la denominazione dell’evento è diventata OMC-Med Energy Conference per ribadire anche l’area che l’evento intende analizzare, ovvero il Mediterraneo. Quindi, la periodicità, da biennale ad annuale, per essere costantemente al centro del dibattito.

«Il settore dell’energia – commenta Monica Spada, presidente di OMC-Med Energy Conference – sta affrontando un momento di grande cambiamento. Per questo pensiamo che avere un luogo di incontro stabile dove confrontarsi sulle priorità del settore, coinvolgendo in modo inclusivo tutti gli attori dell’industria, stakeholder e policy maker, possa essere un volano per allinearsi su obiettivi condivisi e trovare comuni occasioni di sviluppo».

OMC è sempre stata attenta e sensibile alle trasformazioni degli scenari energetici, fino a diventarne un punto di riferimento nel dibattito internazionale. Nata come evento del settore oil&gas, si è costantemente posta l’obiettivo di rispondere alle esigenze degli stakeholder, proponendosi come un forum dove analizzare e discutere tecnologie e strategie.

Pertanto, non poteva non intercettare la forte spinta verso un nuovo concetto di sviluppo sostenibile, basato su un diverso mix energetico, proprio in considerazione dell’indiscutibile complementarietà delle fonti fossili e rinnovabili. Sulla scia di una più ampia consapevolezza della necessità di una sostenibilità e di affrontare il tema dei cambiamenti climatici, dal 2010 OMC ha aperto una finestra sul settore delle rinnovabili cercando di incentivare e stimolare il dibattito sulla transizione energetica e un futuro carbon free.

Per questo, il Comitato Scientifico dell’edizione 2021 ha acquisito competenze nuove, con esperti che provengono dal mondo delle rinnovabili, dell’economia circolare e della digitalizzazione, per portare nuovi punti di vista alla prossima conferenza tecnica. Anche in quest’ottica, sono stati sottoscritti accordi di collaborazione con Anev, che rappresenta le aziende impegnate nell’eolico, con FEEM (Fondazione Enrico Mattei), con Elettricità Futura, Spe Italia, Accenture. E altri ne arriveranno.

Tra i temi strategici individuati figurano il riposizionamento dell’industria post pandemia e gli obiettivi di medio e lungo termine, la trasformazione delle attività upstream e i nuovi modelli di business per arrivare a un futuro a emissioni zero, l’agevolazione e l’accelerazione della transizione verso un futuro low carbon attraverso un’alleanza tra il Nord e il Sud del Mediterraneo, le prospettive della transizione energetica e gli investimenti conseguenti.

Il tema della transizione sarà declinato in 28 sessioni tecniche e sessioni poster digitali, riconducibili a 4 grandi aree tematiche: economia circolare, carbon neutrality, operational excellence, tecnologie per le quali il Comitato scientifico ha ricevuto e valutato ben 258 contributi.

La novità più caratterizzante dell’edizione 2021 è l’inserimento di una sessione speciale, chiamata “Innovation room”, rivolta ai giovani e agli studenti delle università e delle scuole per attirare la loro attenzione al mondo dell’energia e renderli protagonisti del percorso di transizione verso il futuro.

L’Innovation room si svilupperà su tre eventi: “Starting up Ravenna”, la presentazione delle startup alle compagnie energetiche presenti ed ai giovani, per favorire la diffusione di nuovi spunti innovativi e forme di collaborazione; Energy Hack @omc, l’hackathon dedicato all’energia con il coinvolgimento dei giovani per sviluppare nuove idee, trovare nuove soluzioni e progetti per gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050.

Infine, Call for ideas Mediterranean Region con il coinvolgimento di università e centri di ricerca per fare emergere il potenziale del bacino mediterraneo per future partnership e sinergie.

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