Il sindaco di Borghi: “Ex fascista? Oliveti era contro il duce, il parco gli sarà intitolato”

Ha suscitato forti polemiche la decisione di intitolare un parco a Ivo Oliveti: «È un eroe di guerra e non si torna indietro». Il sindaco di Borghi rimanda al mittente qualsiasi accusa di onorare un personaggio fascista e ribadisce che sono scelte fatte da tempo con tutta l’assise comunale d’accordo, sulla base di precise ricerche storiche.

La storia di Ivo Oliveti


Ivo Oliveti era il figlio del medico condotto di Borghi. Fu anche amico di Gabriele D’Annunzio e volavano insieme nella prima guerra mondiale, oltre che rimanere amici anche se presero strade diverse. D’Annunzio nel 1919 volava a Fiume mentre Ivo Oliveti si congedava, per laurearsi e diventare avvocato. Nel libro dedicato ai due fratelli Oliveti ci sono le lettere della moglie di Ivo dove contesta al duce che ha imposto al marito di lasciare l’avviato studio di avvocato a Milano, dove guadagnava bene, per ricostruire a Forlì il partito. Poi dopo la parentesi forlivese ottenne di continuare a volare nella Regia Aeronautica dal 1935 al marzo 1936, quando cadde in volo. Durante un inseguimento del nemico verso il Tacazzé, sviluppatosi un incendio a bordo dell’aereo da bombardamento, di cui era il comandante, dispose prima il salvataggio col paracadute dei compagni di volo. Quindi rimase ultimo a bordo, e non più in tempo per salvarsi, precipitò con l’apparecchio in fiamme nel cielo dello Sciré, il 3 marzo 1936. Dopo le tre medaglie nella prima guerra mondiale, nel 1936 ottenne la medaglia d’oro al valor militare. Secondo gli autori dell’ultimo libro lasciò la vita politica per tornare al primo vero amore la passione per il volo. In precedenza avrebbe solo obbedito agli ordini del capo del governo. Che sembra un po’ la tesi da sempre utilizzata dai nazisti per i crimini di guerra.

«Decisione di 8 mesi fa»


Due giorni fa l’Anpi ha lanciato un appello al sindaco di Borghi affinché fermi la delibera di intitolazione di un parco a Ivo Oliveti, insieme al fratello. «Già dal mese di aprile abbiamo comunicato al consiglio comunale la decisione di intitolare luoghi pubblici a 8 borghigiani, tra cui i fratelli Oliveti – ribatte il sindaco Silverio Zabberoni all’Anpi – e dalla minoranza non c’è stata la minima opposizione. Il tutto è stato riportato dal “Corriere” fin da subito. La stessa minoranza è stata invitata a presentare eventuali altre candidature. Ora a distanza di 8 mesi l’Anpi si sveglia? Manco una telefonata ma solo una lettera ai giornali? Senza considerare che è dal 2013 che le Amministrazioni che si sono succeduto hanno reso onore a Oliveti, sia con libri (“Vecchi combattenti, giovani ricordi”, settembre 2013 e l’ultimo “I fratelli Oliveti nella storia del Novecento”, giugno 2021), sia con una sezione dedicata al museo Renzi, dove vengono spiegati bene i meriti degli eroi aviatori, amici di Gabriele D’Annunzio con cui tenevano una fitta corrispondenza personale, che gli eredi ci hanno donato. La sezione museale ha avuto i patrocini di Ministero, Regione e altri enti. Nel 1936 è morto per salvare altri italiani, ricevendo la medaglia d’oro. Io non riscrivo la storia». Però avanza tesi particolari di un Oliveti “oppositore”: «Semmai al presidente dell’Anpi regalerò un libro che potrà leggere e dove vedrà che in particolare Ivo Oliveti era contro il duce. La storia deve essere conosciuta a 360 gradi».


Si va avanti

Conclude Zabberoni: «Non se ne parla di rivedere decisioni già prese da tempo da tutto il consiglio comunale di Borghi. Strana questa presa di posizione dell’Anpi solo ora a distanza, forse è solo strumentale. Stiano tranquilli che il parco sarà intitolato a Ivo Oliveti».

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