Il Silb: il 30 per cento delle discoteche ha chiuso per sempre

Crisi senza fine per il mondo dei locali da ballo chiusi ormai da un anno, a parte una breve parentesi estiva, e ben lontani dal vedere la benché minima luce in fondo al tunnel. Un disastro che i numeri riassumono così: delle 2.800 aziende italiane che compongono un comparto fondamentale, anche per l’attrattività turistica del Paese, il 30% ha già chiuso definitivamente i battenti. Su un giro d’affari annuo di circa 1,8 miliardi sono andati in fumo 1 miliardo e mezzo, ben più dell’80% del totale. «Nella nostra regione i numeri, in proporzione, si avvicinano molto a quelli nazionali, con una moria diffusa di locali – commenta Gianni Indino, presidente del Silb-Fipe della Regione Emilia-Romagna -. La difficoltà a rimanere sul mercato è evidente. Confidiamo nell’attenzione che il governo avrà nei nostri confronti, mettendo innanzitutto a regime gli impegni assunti da quello precedente, che aveva previsto ristori, adeguandoli alla gravità della situazione». Indino spiega quindi che con gli uffici di viale Aldo Moro a Bologna «in questi giorni stiamo affrontando il tema dei ristori regionali: stiamo sollecitando l’uscita del bando affinché vengano messi a punto provvedimento veloci e consoni alle esigenze delle imprese. Sappiamo bene che non saranno aiuti risolutivi, ma intanto prendiamo atto dell’impegno che il presidente Bonaccini ha assunto nei confronti di una categoria importantissima che arricchisce l’offerta turistica della nostra regione».

Amareggiato Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb-Fipe: «Siamo davanti a una crisi senza precedenti che sta letteralmente distruggendo le nostre aziende e la cosa che fa più male è che sembra che questo non interessi a nessuno».

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