SAVIGNANO. E’ stato un successo. E vista l’emergenza coronavirus, non era per nulla scontato. Con le sue 12 mostre, di cui 5 all’aperto, tutte visitabili in presenza e a ingresso gratuito, il Si Fest 2020 ha vinto la sua scommessa. Rimettendosi in gioco, anzi in piazza, per tre fine settimana consecutivi, fino allo scorso e ultimo weekend del 3-4 ottobre, il Festival ha raccolto un grandissimo apprezzamento da parte del pubblico e degli addetti ai lavori, dimostrando anche di aver saputo intercettare, e gestire in sicurezza, un forte bisogno di fruizione di eventi in presenza e di qualità. Una richiesta culturale maturata durante il lockdown, di cui la 29esima edizione del Si Fest ha scelto di farsi carico, rispondendo con 11 visite guidate, 16 talk/presentazioni di libri, 113 letture portfolio effettuate da 14 esperti di fotografia italiani ed europei e 51 iscritti da varie regioni d’Italia, tra le quali la Calabria, il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia. 
Il Premio Pesaresi per la fotografia contemporanea ha ricevuto oltre 100 adesioni (con progetti provenienti non solo dall’Italia, ma anche da altri Paesi come Messico, India e Gran Bretagna) mettendo a disposizione del vincitore 5000 euro, che sommati ai 4000 euro del Premio Portfolio “Werther Colonna” (offerti da Gruppo Ivas e famiglia Colonna) confermano il Si Fest tra le realtà più importanti sul panorama nazionale. 
Un’edizione eccezionale che registra più di 15.000 utenti che hanno seguito la pagina Facebook del Festival e circa 6000 followers del profilo Instagram che hanno interagito attivamente e ricondiviso i contenuti.
Anche la novità dell’ingresso gratuito ha contribuito al successo attraendo un pubblico di giovani, ma anche di famiglie con bambini che hanno partecipato a Si Fest Kids. Particolarmente apprezzati gli allestimenti in piazza Borghesi, che ha accolto ben quattro mostre all’aperto, oltre al Life, lo spazio dedicato all’editoria e alle librerie specializzate, il corner per le presentazioni dei libri e il palco per i talk e gli eventi in programma, favorendo tra l’altro la dimensione di socialità e condivisione tipica del festival di Savignano.
Si Fest ha saputo così riavvolgere il filo dei ricordi, riappropriandosi della sua natura originaria, rivendicando con orgoglio quella vocazione comunitaria che l’ha visto nascere nel 1992 come Portfolio in piazza – Incontri di fotografi e di fotografia.Il Festival di Fotografia più longevo d’Italia si è dimostrato nuovamente capace di vivere la città nei suoi spazi pubblici: le piazze, le strade del centro, fino alle vetrine dei negozi. 
Riscontro molto positivo anche per il Si fest Off, affidato quest’anno al collettivo fotografico Cesura, che ha presentato Interludioa cura di Marco Zanella, un’intensa riflessione sull’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese, realizzata all’interno degli spazi informali dell’ex Tipografia Margelloni.
A fare da innesco per una riflessione collettiva è stato anche il progetto europeo IDE – Reconstruction of Identities con le esposizioni fotografiche in mostra all’ex Consorzio di Bonifica che ha unito la città di Savignano sul Rubicone ad altre tre città europee – Amsterdam, Copenaghen e Saragozza – accomunate dal desiderio di ricostruire le identità delle proprie comunità attraverso la fotografia. 
Si Fest 2020ha saputo indagare l’identità ripartendo dalla memoria e dalla propria storia, per continuare quel dialogo che da ben 29 anni, senza sosta, è stato in grado di proseguire con una doppia comunità: quella degli appassionati di fotografia e quella dei cittadini di Savignano sul Rubicone.
A queste comunità e a questa lunga storia di lavoro, studio e ricerca  ha dato un corposo riscontro anche Mauro Felicori, Assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna che lunedì 5 ottobre, durante l’ultima tappa della visita compiuta sul territorio dalla Giunta Regionale, ha ribadito l’impegno che aveva annunciato durante le giornate inaugurali del Festival.

“L’anno prossimo, per il trentennale di Si Fest – ha detto l’assessore Felicori – bisognerà immaginare un evento super, mentre il Comune pensa a creare un centro stabile. In effetti, è possibile costruire intorno a Savignano un polo romagnolo della fotografia”.

Un’edizione per nulla scontata – afferma il Sindaco di Savignano sul Rubicone Filippo Giovannini – per questo ancora più ricca di soddisfazioni, oltre che di stimoli, collaborazioni, suggestioni e di quelle occasioni di incontro che la fotografia sa offrire in maniera travolgente, potente e visionaria”.

Idee è stata un’edizione davvero entusiasmante – sostiene Denis Curti, Direttore Artistico SI FEST – con un pubblico giovane e desideroso di potersi incontrare di nuovo in piazza. Il Festival di Fotografia è stato l’occasione di un grande abbraccio virtuale mediato dalla cultura delle immagini.”

In 29 anni di Portfolio in Piazza, prima, e di Festival, poi, abbiamo superato difficoltà di tutti i tipi –racconta Mario Beltrambini, Associazione Savignano Immagini – ma la situazione generata dalla pandemia e dalle normative di sicurezza sanitaria hanno messo a dura prova l’organizzazione di questa edizione. Prova che abbiamo superato brillantemente anche grazie a un’ottima squadra di collaboratori. Siamo già proiettati verso il trentennale, un grandissimo traguardo per il nostro Festival”.

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