Il rituale della Bella époque nella festa a “Villa Elena”

Del soprano Elena Bianchini e di suo marito, l’impresario teatrale Fortunato Cappelli, abbiamo dissertato spesso su questa rubrica di “Fatti e personaggi della cronaca riminese tra Ottocento e Novecento”. La coppia, del resto, ha sempre avuto i riflettori della curiosità giornalistica puntati addosso e noi che di quelle vicende siamo ghiotti lettori continuiamo a mantenere accese le luci della loro ribalta. D’altronde i bei nomi della cultura italiana, che d’estate soggiornano a “Villa Elena”, hanno impreziosito la storia balneare della città; una storia che, seppure a scampoli, cerchiamo di rievocare con la presunzione di far emergere attraverso gli episodi che andiamo a spulciare anche lo spirito del tempo, ossia quelle particolarità socio-colturali tipiche di quell’epoca. Le stesse che ora andiamo ad esaminare nei festeggiamenti per il cinquantesimo di matrimonio dei genitori della cantante. Un evento, questo, onorato nell’estate del 1904 nel pieno turbinio della Bella époque, che ci dà l’idea di come i «signori delle ville» solennizzassero le loro ricorrenze.

Veniamo al dunque, parliamo delle «Nozze d’oro a Villa Elena». La locuzione, chiusa tra virgolette, corrisponde al titolo di un articolo che troviamo nelle colonne della cronaca cittadina de L’Ausa del 17 settembre 1904 e che ha per protagonisti Giovanna e Pietro Bianchini, genitori della acclamata artista Elena Bianchini Cappelli. Per sintesi espositiva tagliuzziamo la celebrazione, datata sabato 10 settembre, nelle fasi della cerimonia religiosa, della colazione, della cena e dei festeggiamenti di fine giornata.

La cerimonia religiosa. «Alle 11,15 nel Tempio Malatestiano ebbe luogo la messa solenne con la Missa Pontificalis e accompagnamento di organo e quartetto, sotto la direzione eccellente del maestro Achille Abbati. Assistevano i due sposi i congiunti. Una gran folla di signore e signorine prendeva posto nelle sedie riservate, mentre un’onda di popolo si riversava nel vastissimo Tempio Malatestiano. Piena d’affetto e di commozione riuscì la cerimonia religiosa».

La colazione. «Terminata la messa, parenti ed amici partirono in carrozza per la Villa Elena sul mare, ove fu servita una squisita colazione. Moltissimi fiori, dal profumo dolcissimo e dai colori vivaci, adornavano le eleganti sale della Villa. Ammirato uno splendido bouquet con un ricco nastro ricamato, dono della Giunta che, per mezzo dell’on. Sindaco, aveva inviato anche una nobile e affettuosa lettera di auguri. Ricchissimi mazzi di fiori furono donati dalle Dame riminesi, dal maestro Biondi, dall’Istituto fanciulle abbandonate e da altri amici della famiglia. Da ogni parte d’Italia e dall’estero, da compagni d’arte, da autori, da impresari giunsero telegrammi di felicitazioni e di auguri. Un geniale sonetto romanesco fu dedicato dal simpatico poeta Giggi Zanazzo, genero dei fortunati eroi di quella festa, “a li du boccetti, moie er marito, Sora Giovanna e Sor Pietro Bianchini!”. A tutti gli invitati furono donate artistiche medaglie d’argento, ricordo dell’amabilissima giornata». Per cogliere la tipologia degli invitati è bene tenere presente che Giggi Zanazzo, all’anagrafe Luigi Antonio Gioacchino (1860-1911), è uno dei più noti studiosi delle tradizioni del popolo romano, abile verseggiatore, commediografo e poeta dialettale; è considerato addirittura il padre della romanistica. Insieme con questo personaggio, a omaggiare i coniugi Bianchini troviamo a Villa Elena attori, cantanti e letterati di indubbia popolarità.

La cena e i rituali di fine giornata. «Alla sera venne offerto un ricco banchetto di 50 coperti, squisitamente servito dal sig. Aldo Ferniani dell’Hotel Firenze. Intervennero ancora l’Autorità comunale, amici e giornalisti. La graziosa villa era illuminata a giorno e nel giardino sottostante prestava servizio la banda cittadina sotto la direzione del sostituto maestro Rasina. Allo champagne brindarono il cav. Giggi Zanazzo e il sig. Alfredo Monticelli con eleganti ed affettuose parole. Sul lido vicino, vennero poi incendiati bellissimi fuochi d’artificio. Attorno alla villa, lungo la spiaggia era accorsa frattanto una folla di popolo che prendeva parte anch’esso alla simpatica festa. Levate le mense, incominciarono festevolmente le danze che liete si protrassero fino al tocco».

Al primo «tocco» dopo mezzanotte termina la celebrazione, ma non i suoi rituali che proseguono anche nei giorni a venire con i ringraziamenti pubblici. I giornali di questo scorcio d’inizio secolo, infatti, sempre ossequiosi con i «signori delle ville», dopo essersi dilungati nel riferire i particolari dei trattenimenti riportano anche le espressioni di gratitudine dei padroni di casa verso i loro ospiti. Una prassi, questa, che contribuisce ad ampliare la risonanza dell’evento.

E poiché abbiamo rievocato un episodio avvenuto nella suggestiva cornice di “Villa Elena”, deliziosa abitazione sulla litoranea alla sinistra della foce del torrente Ausa inaugurata sfarzosamente nell’estate del 1902 (Corriere Romagna, 29 settembre 2020), ricordiamo che proprio in questo luogo, ogni anno il 18 agosto, onomastico del soprano, si svolge la serata di gala più attesa e sorprendente della “bagnatura”. Una ricorrenza che fa bisbigliare le cronache dei periodici per la spettacolarità del ricevimento e per il lungo ed esclusivo elenco degli invitati. (Corriere Romagna, 10 dicembre 2019).

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