New Factor, da 25 anni l’impegno per la crescita e lo sviluppo della nocicoltura

Buone, con un alto valore salutistico, utili per la sostenibilità ambientale e con grandi potenzialità di mercato. Le noci sono sempre più protagoniste nelle scelte dei consumatori di frutta secca e disidratata e la Romagna ha conquistato un posto di riferimento per la nocicoltura italiana.

Un percorso in continua crescita fondato anche sul successo del progetto di filiera In-Noce caratterizzato dalla collaborazione fra aziende emiliano-romagnole, unite con l’obiettivo di produrre un prodotto di alta qualità, e che ha come capofila New Factor, storica azienda riminese alla costante ricerca delle migliori materie prime che trasforma utilizzando tecniche innovative.

Un cammino che quest’anno raggiunge il significativo traguardo dei 25 anni. L’importante anniversario è stato ricordato in occasione della XVIII giornata della Noce, organizzata da New Factor e che si è tenuta venerdì 7 ottobre all’Azienda agricola San Martino di Forlì. Un appuntamento annuale che come di consueto ha visto la partecipazione di autorità, imprenditori, operatori del settore e stampa, riuniti per fare il punto sull’andamento di settore e mercato.

“La sviluppo continuo del mercato delle noci – ha spiegato Alessandro Annibali Amministratore Delegato di New Factor – dimostra la lungimiranza della scelta fatta anni fa da New Factor con l’avvio come capofila, insieme alla cooperativa faentina Agrintesa, del progetto di filiera In-Noce. New Factor ha sempre creduto nelle grandi potenzialità della Romagna, terra vocata alla nocicultura. 23 aziende agricole del territorio per 500 ettari coltivati, insieme in un progetto che offre un percorso che vadal campo, alla lavorazione, fino al confezionamento e al posizionamento a scaffale delle noci.

La campagna 2021 si è conclusa con ottimi risultati e volumi costanti nei diversi mesi dell’anno, confermando così la progressiva destagionalizzazione del prodotto. Quest’anno, infatti, per la prima volta, siamo quasi riusciti a garantire il congiungimento fra i raccolti, con risultati di vendita interessanti anche nel periodo estivo. La GDO si conferma il principale mercato di destinazione, con un forte interesse verso il prodotto in guscio, sia sfuso sia confezionato in carta da 500g. Lo sgusciato inizia progressivamente a mostrare il suo potenziale, che ritengo essere ancora fortemente inespresso per il prodotto nazionale.”

“Con riferimento alla campagna 2022 – ha commentato Francesco Perego Direttore Vendite di New Factor – stiamo iniziando in questi giorni a confezionare e spedire i primi volumi, partendo dalle varietà Lara e Howard, in attesa di terminare il raccolto della Chandler. La situazione macro-economica in essere ci pone senz’altro di fronte a dei quesiti sull’andamento dei consumi e ci impone di confrontarci con l’aumento generale dei costi che non può essere ignorato, né sul fronte agricolo né tantomeno su quello industriale. Date queste difficili premesse, manteniamo comunque una forte fiducia verso il prodotto e il suo potenziale, certi del lavoro importante costruito in questi anni, sia sul trade sia sul consumatore.”

Per scattare una fotografia sul mercato e comprendere le leve di acquisto e consumo delle noci, New Factor ha deciso di realizzare, con il supporto di SG Marketing, lo studio “Frutta secca & Noci di Romagna”, presentato alla Giornata della Noce 2023.

Dal report, che ha coinvolto 800 responsabili d’acquisto e consumatori della categoria, emerge che le noci sono il prodotto con la più elevata frequenza di acquisto all’interno della categoria frutta secca e disidratata: il 35% dei clienti-consumatori le compra almeno 1 volta a settimana.

Le motivazioni di acquisto sono legate al valore salutistico (67%) e al piacere di gusto (45%). Il fattore “benessere”, in particolare, assume maggiore rilevanza per le fasce consumer senior, risultando fattore di innesco per l’82% degli over 55. Fra i criteri della scelta si evidenzia l‘origine italiana per il 37% del campione e la sostenibilità in produzione (29%). Centrale il ruolo positivo assegnato alle certificazioni di origine (Dop e IGP) e alla tracciabilità della filiera: 1 consumatore su 4 sottolinea l’importanza della provenienza da regioni vocate e quindi del territorio quale driver per la selezione, acquisto e consumo del miglior prodotto per sé e per i suoi cari. È proprio focalizzando l’attenzione sul valore territoriale che lo studio rileva come gli italiani riconoscano in media 3,5 origini e che tra le regioni italiane vocate, la Romagna presenta una notorietà complessiva pari al 61%: quasi 4 intervistati su 10 affermano di consumarle.

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