Il ringiovanimento cellulare: è una questione di ossigeno

Una camera pressurizzata con area medicale simile a un vagone del treno, una maschera o un casco da porre sul volto, la possibilità di uscire ed entrare ogni qual volta lo si voglia e un assistente medico a disposizione. È così che si presenta la ‘Camera dell’ossigeno’, in cui si entra non solo per curare patologie gravi, ma anche per dare avvio a un ringiovanimento cellulare. Stiamo parlando della medicina rigenerativa. «Il principio di base – spiega il dottor Pasquale Longobardi, direttore sanitario del Centro Iperbarico di Ravenna – è molto semplice: supportare le cellule ricaricandole di ossigeno e modificando il linguaggio dei gas al loro interno. Le nostre cellule hanno una sorta di batteria, dove sono presenti ossigeno, azoto e anidride carbonica. Questi gas agiscono sul mitocondrio, una parte piccolissima della cellula, che una volta, ai tempi del brodo primordiale, si identificava con la vita, e che produce la nostra energia. Nello specifico viene prodotto il monossido di azoto, l’ormone ringiovanente che generalmente ognuno di noi secerne tra le 23 di sera e le 2 di mattina (un motivo in più per andare a dormire presto). Questo ormone ha il compito di prendersi cura del corpo, pulendo i vasi sanguigni eliminando il colesterolo e portando il sangue ai muscoli. Migliora la condizione di tutto il corpo e anche della pelle contrastando lo stress ossidativo».

Il monossido di azoto rallenta la sua protezione a causa dell’invecchiamento e dello stress. «Svegliarsi e andare a dormire presto, avere una sana alimentazione prediligendo frutta secca, verdura a foglia verde, cioccolato fondente e vino rosso, fare dell’attività fisica (circa 8/10.000 passi al giorno) sono le condizioni ottimali per permettere alle nostre cellule di produrre il monossido e all’ossigeno di circolare tranquillamente. Al contrario, il fumo, la pressione alta, il colesterolo e troppi zuccheri ne ostacolano la produzione. La differenza si può vedere anche guardando il viso di una persona. Una pelle iperpigmentata è caratteristica di un problema al rene o di un accumulo di ferro nei tessuti; una pelle dal colorito giallastro è correlata a una malattia del fegato, mentre quando è rossa si associa a ipertensione e ad alcuni tipi di mal di testa, in particolare alla cefalea a grappolo e alle dermatiti. Alcune di queste patologie si basano sul circolo vizioso creato da carenza di ossigeno-infiammazione-danno».

Una seduta della durata di un’ora può avere diversi effetti in base alla pressione. «Il primo compito della medicina iperbarica a basso dosaggio (7-9 metri) è supportare la produzione della corrente elettrica delle cellule andando a interagire sulla produzione dei gas, che noi conosciamo bene».

Rivolgersi all’ossigeno per aumentare il proprio benessere è una pratica ancora poco diffusa, non rientra nei Lea, ma è sempre più utilizzata sia come prevenzione, che per andare a contrastare una serie di disturbi. «Contrastare lo stress ossidativo previene le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, l’infarto, l’ictus e alcune forme di tumore. Inoltre la medicina rigenerativa è associata anche alla dermatologia plastica in quanto è applicata per ricostruire le articolazioni e la pelle».

Il percorso inizia con l’anamnesi del paziente. «Si raccolgono tutte le informazioni, i sintomi aspecifici, la qualità del sonno, se soffre di gastrite, reflusso. Poi si sottopone il paziente a un test salivare che mette in evidenza lo stress ossidativo. Inoltre è possibile sottoporsi a un test genetico del Dna, analizzando il cromosoma 7, che è quello che codifica la sintesi del monossido di azoto. Si può vedere se c’è un’alterazione. In questo caso è bene intervenire migliorando ancora di più lo stile di vita e magari rivolgendosi al ringiovanimento cellulare per contrastare i processi di invecchiamento. Non è detto che se ci sia un’anomalia si invecchierà prima, tutto dipende da che cosa si farà per contrastare questo processo».

Non si tratta di una novità. «Paracelso ne aveva parlato già nel 1500. L’ossigeno è vita e credo sia il futuro della medicina».

Le patologieper la terapiaiperbarica

La medicina iperbarica è una disciplina che è parte integrante della medicina ufficiale, fa parte dei LEA (prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale) ed è riconosciuta dal Ministero della Salute.

Tratta diverse patologie e in particolare chi è stato intossicato da monossido di carbonio, chi ha subito grossi traumi come schiacciamenti degli arti, o fratture esposte e tutte quelle gravi infezioni riguardanti le parti molli che dipendono dal germe ‘mangia carne’, un’infezione necrotizzante progressiva che può divorare fino a 2 centimetri al minuto.

Al Centro Iperbarico arrivano anche pazienti che sono stati morsi da cani o da altri animali e chi al mattino si risvegliano con una sordità improvvisa. Vengono trattate tutte le lesioni cutanee su base vascolare o legate al diabete.

È stata istituita la ‘Hot Foot Line’, un canale diretto con il Centro diabetico, che ha permesso di migliorare di molto la prognosi di molti pazienti, salvando un piede ogni 4 da amputazione.

Proprio la collaborazione e il fare rete con gli altri reparti ha permesso di creare un team vincente e di far sì che usando l’ossigeno (che è riconosciuto come farmaco ufficiale dall’Aifa) si possano salvare vite.

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