Oggi l’addio. Bellaria, il ricordo: “La Carrà Cupido per i miei genitori”

Lutto cittadino e bandiera a mezz’asta oggi a Bellaria Igea Marina, in corrispondenza dei funerali di Raffaella Maria Roberta Pelloni, in arte Carrà, celebrati oggi a Roma in Santa Maria in Aracoeli. E si moltiplicano gli omaggi da parte dei cittadini belligeani che pescano commossi dal molo dei ricordi, come fa Mariafrancesca Vasini.

«Raffaella? Ha fatto da Cupido fra i miei genitori, presentandoli quand’erano ancora ragazzini», esordisce. Che l’icona italiana per eccellenza avesse più di una freccia al suo arco è cosa nota, ma forse nessuno poteva immaginarla, ancora giovanissima, ritagliarsi il ruolo di provetto Cupido. Eppure è andata proprio così perché ha fatto conoscere ad un amico storico la ragazza che poi sarebbe diventata sua moglie.

A raccontare la curiosa vicenda è Mariafrancesca, titolare dell’Hotel Bristol e nipote di Ezio Giorgetti, il primo italiano ‘Giusto fra le nazioni’, che rischiò la vita per salvare un gruppo di ebrei da morte certa. «Era l’inizio degli anni Sessanta – inizia – mio padre Marco (poi presidente di Sol et salus, deceduto lo scorso dicembre, ndr) faceva parte della comitiva di Lella. «Così quella fatidica sera, si recarono insieme a una festa in zona Cagnona. E tra loro c’era anche Nadia Masacci, la cugina di Raffa». Varcata la soglia, sembra preannunciarsi una sera come un’altra, fra musica, risate e tartine sui tavoli. Ma all’improvviso Marco vide una ragazza «e tutto cambiò». Raffaella che «frequentava la stessa classe di mia zia Clara dovette intuire e fece subito le presentazioni di rito» precisa. Da allora, fino alla morte di Vasini, la loro «è stata un’unione felice». In cui galeotto fu “il ballo del mattone” anche se, confessa Mariafrancesca, suo padre «non è mai divenuto un gran ballerino», nonostante la vicinanza e i consigli della futura showgirl.

Dopo «i ritmi diversi e la lontananza finirono per allontanare la comitiva dalla futura regina della tv». Finché «nel 2013 Raffaella scelse proprio il nostro hotel per una vacanza. Pur arrivando con tanto di autista e guardia del corpo era rimasta la persona semplice e autentica di un tempo». Ed il bello è che, nonostante la fama «riuscì a passare giorni sereni, perché veniva riconosciuta per strada, ma non stalkerizzata» scherza l’albergatrice. Così «trovò la dimensione che amava di più, rilassandosi con serenità, tra lunghe passeggiate e centrifughe mattutine a base di sedano e carote». Lei che, nei racconti dei genitori, era sempre stata dipinta con devozione come «una leader innata, dal carattere volitivo, con idee chiare sul proprio futuro» e forse «molto più avanti rispetto all’epoca in cui viveva».

Così il Comune oggi invita la cittadinanza, i titolari delle imprese commerciali, il mondo associativo e tutte le rappresentanze ad esprimere la propria partecipazione sospendendo le attività in segno di cordoglio e raccoglimento dalle 12 alle 13.30 rispettando per la giornata lo spirito del provvedimento emanato.

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