Il ricordo di Sepùlveda, grande amico di Tonino Guerra

PENNABILLI. Luis Sepúlveda scrittore, poeta, giornalista, regista, attivista ed ecologista, voce importante della cultura internazionale, sempre dalla parte dei più deboli, combattente poetico e generoso, non è riuscito a sconfiggere il coronavirus. È scomparso ieri mattina alle 10 nell’ospedale di Oviedo nelle Asturie, in Spagna, sua patria adottiva, dove viveva da tempo dopo l’esilio a cui era stato costretto dal Cile di Pinochet. L’autore di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare e de Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (tanto per citare due dei suoi capolavori) era ricoverato a seguito del contagio avvenuto in Portogallo, dove aveva partecipato a un festival; tornato a casa, non sentendosi bene, aveva chiamato il medico: il 27 febbraio viene ricoverato. Effettuato il tampone, risulta il primo caso di coronavirus registrato in Spagna. Così la moglie, la poetessa Carmen Yanez, che presentava la stessa sintomatologia. Le sue condizioni sono peggiorate in breve tempo tanto da spingere i medici a intubarlo e i giornali spagnoli hanno scritto dell’entrata in coma. Ha lottato per 50 giorni purtroppo invano e oggi il mondo lo piange, con una commozione che pervade i media e i suoi lettori nel mondo.
Anche l’Italia è in lutto: qui Sepúlveda veniva spesso; grande era il suo amore per il nostro Paese.
Amore che gli aveva fatto accettare, senza pensarci neppure un attimo, la carica di presidente onorario dell’Associazione Culturale Tonino Guerra, alla quale era profondamente legato. E proprio per onorare i 100 anni del maestro santarcangiolese, lo scrittore avrebbe dovuto presenziare con la moglie alle celebrazioni previste nel marzo scorso, e il 22, nell’incontro moderato da Concita De Gregorio, la moglie avrebbe ricevuto il Premio per la poesia “Tonino Guerra”. A causa della pandemia il calendario degli eventi è stato rinviato a data da destinarsi e il 5 marzo gli erano stati inviati gli auguri di pronta guarigione.
Il ricordo della sindaca Parma
Ora la sindaca Alice Parma scrive che «con lui abbiamo perso un amico della nostra città e della cultura santarcangiolese; come Guerra aveva soprattutto la capacità di esprimere i pensieri più alti e raccontare le più profonde relazioni umane con le parole più semplici dietro le quali potevamo ritrovare significati immensi».
Sepúlveda al Fulgor nel 2018
Lo scrittore cileno era stato in Romagna il 5 maggio del 2018, quando al cinema Fulgor, a Rimini, era intervenuto come ospite d’onore dell’incontro dedicato a Guerra e alla sua opera omnia e, nell’occasione, era stato insignito della presidenza onoraria. Nel suo intervento non era mancato il ricordo di Guerra e della sua vicinanza anche quando erano lontanissimi. Come quando, per esempio, lui stava seguendo le riprese del suo film Nowhere uscito nel 2002. Lo giravano a 5.500 metri sulle Ande tra Bolivia e Argentina e «Tonino mi chiamava, voleva che gli raccontassi tutto, ci sentivamo con un telefono satellitare». Guerra non rinunciava a dare consigli, ad addentrarsi nei dettagli nonostante la difficoltà a rimanere in contatto. «Quando mi chiamava si raccomandava i piani sequenza e mi suggeriva di confrontarmi con il direttore della fotografia, Giuseppe Lanci, rassicurandomi che tutto sarebbe andato bene». Una generosità quella del poeta sceneggiatore che aveva molto colpito Sepúlveda da quando si erano conosciuti a Venezia nel 1995 in occasione della presentazione del film di Michelangelo Antonioni, codiretto da Wim Wenders, Al di là delle nuvole. Momenti di vicinanza all’Hotel Des Bains al Lido e poi la sera al ristorante dove, per mancanza di posti, decisero di stare in un tavolo stretti stretti e iniziarono a scambiarsi opinioni sulla scrittura e sulla sceneggiatura. Sepúlveda era appassionato di cinema e svelò che avrebbe voluto cimentarsi in quell’arte. Non molto dopo lo chiamò per scrivere insieme la sceneggiatura di Tierra del fuego diretto dall’amico Miguel Littin.
Nel 2000 a Pennabilli
Nell’anno dell’uscita del film, il 2000, lo raggiunse a Pennabilli per rendergli omaggio nel suo 80° compleanno.
«Mi colpì moltissimo, perché non solo era un poeta straordinario, ma anche un uomo dalla generosità senza limiti. Che metteva la sua poesia, la sua esperienza a disposizione degli amici, sapeva donarsi. Per me Guerra è un poeta della resistenza delle piccole cose e della bellezza che permea tutta la sua opera».
Alla sua poesia si era avvicinato, come raccontava, grazie al volume Poesia completa che un poeta spagnolo, l’amico comune Juan Vicente Piqueras, aveva tradotto nel 2001.
La gratitudine di Cavezzali
Parole di gratitudine pronunciate anche a Ravenna quando lo scrittore cileno, nel 2014, prese parte al Scrittura festival di fronte a una platea gremitissima. E oggi il direttore, Matteo Cavezzali lo ricorda così: «Ci sono grandi autori che sono anche grandi uomini. Luis Sepulveda non era solo un grande narratore, ma era una persona speciale, generosa, gentile. Avevamo parlato di letteratura e di politica ma soprattutto ci aveva rivelato la sua ricetta segreta dell’asado alla cilena. I suoi libri mi hanno aperto un mondo, e quando l’ho conosciuto ho capito cosa significa essere sinceri nella scrittura. Luis era le cose che scriveva».

Da Pennabilli alla Valmarecchia
Anche l’Associazione culturale Tonino Guerra, la Fondazione Focus, i Comuni di Santarcangelo e Pennabilli e dell’intera Valle Marecchia, accolgono la notizia della scomparsa di Luis Sepúlveda con dolore. «Il maestro Sepúlveda, presidente onorario dell’Associazione, è sempre stato un fervente sostenitore degli ideali di Guerra. Inossidabile la reciproca stima tra due personaggi che hanno contribuito alla storia della letteratura dal dopoguerra in avanti, lasciando interdipliscinari messaggi di umanità, bellezza e solidarietà. A maggio 2018 risale l’ultima visita di Sepúlveda che insieme ad Andrea Guerra, in un emozionante incontro organizzato dall’Associazione Guerra al Fulgor, presentò il volume “L’infanzia del mondo. Opere 1946-2012” scritto dal maestro».
Rimini, il ricordo di Gnassi
Al cordoglio del mondo per la scomparsa di Sepulveda si unisce anche il Comune di Rimini. «Una capacità di far sognare che lo accomunava a un suo amico e maestro come il “formidabile, eterno ragazzo” Tonino Guerra, raccontato anche in occasione dell’incontro al Fulgor a cui fece seguito una visita a Castel Sismondo, dove per la Biennale del disegno era allestita una mostra dedicata a Fellini e Picasso». «Un amico di Tonino, un amico della nostra terra – dichiara il sindaco Andrea Gnassi – che con i suoi libri, la sua poesia, ci ha portato in una dimensione diversa, facendoci sognare».
Bonaccini ricorda la sua lotta
«Se ne è andato anche Luis Sepúlveda. Si schierò a fianco di Salvador Allende e contro il regime di Pinochet e per questo fu arrestato e torturato. Patagonia Express e Il mondo alla fine del mondo tra i libri che più ho apprezzato. Riposa in pace». Queste la parole scritte su Twitter da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna.

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