Il regista russo Andrey Khrzhanovsky a Santarcangelo

È uno degli artisti russi con cui Tonino Guerra ha creato capolavori del cinema che hanno vinto nel mondo i premi più prestigiosi. Il suo nome è Andrey Khrzhanovsky regista moscovita che sarà stasera (ore 20,30), al Supercinema (Sala Wenders), di Santarcangelo per presentare il suo ultimo film “Il naso o la cospirazione degli anticonformisti” (93’), vincitore di prestigiosi riconoscimenti. Gli sarà accanto la moglie Sasha e il figlio anche lui regista cinematografico e dialogherà con Lora Guerra, con cui è legato da tempo da profonda amicizia, col critico Roberto Turigliatto e l’esperta di cultura russa Eugenia Gaglianone. Aprirà la serata la vicesindaca e assessora alla cultura Pamela Fussi. Un evento speciale che rientra nella tournée di promozione del film in Italia e in Europa.

Il regista

Khrzhanovsky, che è anche docente allo school-studio “Shar” e autore di testi e saggi, è considerato, assieme a Jurij Norštejn, il più illustre rappresentante, ancora in attività, della grande tradizione del cinema d’animazione sovietico. Dopo la laurea alla Vgik nel 1962 è entrato allo studio d’animazione “Soyuzmultfilm”, dove ha realizzato il suo film di debutto, “C’era una volta Kozyavin”, una satira sulla burocrazia. Nell’arco di quattro decenni ha realizzato circa 20 tra corti e mediometraggi di animazione, anche di carattere documentaristico, e un lungometraggio in tecnica mista. “Il naso” è il suo secondo film di lungo formato.

I soggetti delle sue opere hanno spesso un’origine letteraria ma sempre filtrata attraverso un’ottica personale che rifugge la mera rappresentazione didascalica e ripropone spesso il tema della contrapposizione tra l’artista e il potere. Su soggetto e sceneggiatura di Tonino Guerra ha realizzato i due premiatissimi film d’animazione “Il leone dalla barba bianca” (1995), favola testamento di Guerra di grande spessore poetico, e “Il lungo viaggio” (1997) dedicato a Federico Fellini, e strutturato sui suoi mitici disegni. Nel marzo 2022, è stato firmatario, con molti altri artisti e registi del cinema russo ed ucraino, di una lettera di dissenso contro l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.

Il film

Trae origine da uno dei racconti più famosi della letteratura, “Il naso” di Nikolaj Vasil’evic Gogol, portato a teatro come opera buffa in tre atti da Dmitrij Šostakovic. È un sogno che Khrzhanovsky ha nutrito per decenni, da quando il compositore Šostakovic affidò al regista, appena trentenne, le musiche originali del suo lavoro per trarne un’opera visuale. Il risultato è un viaggio nel tempo, un’operazione postmoderna ricca di citazioni artistiche, un caleidoscopio di animazioni di diversi stili che celebra quegli “anticonformisti” che si ribellarono alle imposizioni culturali del regime staliniano. «Nel film – dichiara il regista – c’è una combinazione di genere, tecnica, stilistica ed estetica che mette insieme epoche diverse: la Pietroburgo di Gogol a tratti assume sembianze della realtà sovietica o della Russia di Putin. È una dimensione polifonica che in gran parte ha preso vita dall’intuizione, nella ricerca espressiva durante la fase concreta del lavoro ma ciò che volevo era che le immagini fossero il più dense possibile di dettagli e di sorprese”.

La sinossi

Su di un aereo viaggiano il regista Khrzhanovsky e diverse altre personalità del mondo culturale russo. Parlando con un amico, egli rievoca la storia de “Il naso”, celebre racconto surreale di Gogol. Si fa così conoscenza dell’assessore di collegio Kovalev che una mattina si risveglia senza naso, per poi scoprire che questi ha assunto vita propria trastullandosi per le strade di San Pietroburgo con il titolo di “Maggiore”. Ma la vicenda di Gogol si interseca con quella dello scrittore Bulgakov che in una testimonianza racconta l’incredibile storia di un’amicizia con Stalin, sbocciata improvvisamente in seguito a una lettera di lamentele inviatagli in un momento di frustrazione artistica. Dovendosi separare dal nuovo amico per un certo periodo, Stalin, per combattere la noia, si reca a teatro assieme al suo stato maggiore per assistere proprio ad una rappresentazione de “Il naso”.

La critica

È stato definito felice sintesi di una vita, di una filmografia e di più generazioni di artisti russi, manifesto e insieme rappresentazione della battaglia degli avanguardisti contro l’apparato statale che, dalla metà degli anni Venti decise di imporre il Realismo socialista come unica forma approvata e finanziata. Ed è uno dei film di animazione del 2020 più celebrati dalla critica. Tra i riconoscimenti il Premio della Giuria nei due festival di animazione più importanti in Europa: Annecy e Zagabria. Finalista agli Efa 2020 e selezionato nella categoria d’animazione agli Academy Awards come titolo rappresentante della Federazione Russa. Infine designato “Film della Critica” dal Sindacato nazionale Critici cinematografici Italiani – Sncci.

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