Il ravennate Enrico Onofri dirige la Toscanini a Imola e Cattolica

L’Emilia e la Romagna unite nel segno di Mozart grazie all’Orchestra Toscanini: il 25 febbraio a Parma, e poi il 26 (ore 21) al teatro Ebe Stignani di Imola su invito di “Emilia Romagna Festival”, e infine il 27 (ore 20.30) al Teatro della Regina di Cattolica, la Toscanini propone le ultime tre “Sinfonie” del grande compositore con la direzione di Enrico Onofri.

Ravennate ma con radici in tutta la Romagna (e attualmente vive a San Leo), Onofri è tornato sul podio della compagine come direttore principale dopo un’intensa esperienza internazionale.

«Ed è un onore e un piacere – commenta – dopo tanti anni all’estero dirigere l’orchestra della mia regione! Lavorando in Spagna, in Portogallo, in Austria e Francia, dove ora sono direttore associato dell’Orchestre National d’Auvergne, ho trovato però tante soddisfazioni, anche perché fra il pubblico ci sono anche moltissimi giovani».

E dire che l’Italia sarebbe la patria della musica…

«Certo: però si è verificato nella scuola un progressivo disinteresse per l’educazione artistica e musicale: all’estero invece un’attenzione diversa e l’idea che la musica sia arricchimento e formazione fa sì che si formino pubblici più ampi, e sempre rinnovati. Ci sono però isole: penso alla stessa Parma, che la tradizione verdiana e la presenza della Toscanini avvicinano alla situazione francese, e che potrebbe costituire un modello in questo senso».

Avete scelto un programma interamente mozartiano.

«Non solo: Mozart compone le sinfonie 39, 40 e 41 fra giugno e inizio agosto del 1788, tre anni prima della morte. Sono una finestra aperta su un momento di vita difficile per il compositore, e permettono di scrutarne intimamente le vicende. Allo stesso tempo, nella commistione di generi e forme, vi si insinuano presagi storici e culturali: lo Sturm und Drang, echi di cambiamenti epocali… la rivoluzione francese e quella industriale infatti sono alle porte, e la 40 in qualche modo quei cambiamenti li rappresenta. Vero punto di svolta nella musica, inizia senza exordium ed entra subito nel pieno della passione, con armonie estranee rispetto a quelle dell’epoca, che aprono la strada al sinfonismo romantico».

Le tre “Sinfonie” vengono eseguite di seguito.

«Perché nella loro diversità costituiscono un trittico e la loro narrazione di una vita e di un’epoca è unitaria, un viaggio che ci parla potentemente visti gli agganci con il nostro tempo. Mettersi davanti a questi brani significa vedere aprirsi un mondo: di immagini, di colori… che ci raccontano a noi stessi. L’arte del resto dovrebbe contribuire a costruire un’Europa di unità e valori pur nelle enormi differenze fra i Paesi, proprio come accadeva un tempo quando gli artisti erano molto più… paneuropeisti, e con il loro lavoro contribuivano a costruire un’unità culturale. Oggi, con il vento della guerra che torna a soffiare, dovremmo ricordarci di quell’unità, e della cultura su cui è costruita».

Biglietto Imola: € 20-10, info: 0542 25747 info@erfestival.org; biglietto Cattolica: 0541 966778 info@teatrodellaregina.it

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