Il ravennate Antonio Pilato e i suoi incubi grotteschi

Il ravennate Antonio Pilato ha da poco pubblicato con Mario Vallone Editore la sua prima raccolta di racconti, Incubi grotteschi di esiliati sognatori: Pilato ha trent’anni, una laurea in Psicologia e una in Pedagogia

Da dove nasce la sua passione per la scrittura?

«L’interesse per la scrittura è nato fin da piccolo: io ero molto influenzato anche dai libricini che ci davano da leggere alla scuola elementare, come ad esempio Piccoli brividi, e quindi sono sempre cresciuto con un amore verso la lettura che si è espanso sempre di più fino a raggiungere un momento in cui non mi bastava più leggere, quindi ho voluto creare io stesso quello che ho sempre letto nelle storie. Il genere che più amo, a cui ho dedicato poi la tesi di laurea in Pedagogia, è il genere fantastico, con una maggiore attenzione all’horror ma anche agli altri sottogeneri del fantastico: fantasy, fantascienza, giallo, noir, un po’ tutte quegli aspetti della letteratura che sono legati da un mistero, anche un po’ paranormale. E quindi alla fine ho scritto delle storie, mosso più da un pathos emotivo che da una razionalità, che mi hanno portato a creare una raccolta di racconti di genere weird, che fonde un po’ tutti gli elementi dell’horror, del fantasy, horror filosofico, urban fantasy, dark fantasy e cose così».

Il suo racconto ha vinto il concorso promosso dal settimanale Ravenna&Dintorni: come è andata?

«Durante il lockdown ho visto per caso su Facebook questa iniziativa del settimanale Ravenna&Dintorni che proponeva un piccolo contest gratuito, nel quale si chiedeva di inviare un racconto breve, che sarebbe poi stato pubblicato nella rivista. Così ho provato a inviare uno dei miei racconti, che peraltro è contenuto nella raccolta che si chiama Incubi grotteschi di esiliati sognatori. Dopo una settimana è uscito il numero e sono rimasto sconvolto in senso buono, perché a pagina 19 compariva proprio il mio racconto, che era risultato essere quello vincitore».

Come è stato passare dalla passione per la scrittura alla pubblicazione?

«Io sono un sognatore, nel senso che sono una persona che ha degli obiettivi e cerca di non limitarsi a raggiungerli ma a superarli. Una volta che il pensiero, il sogno si è tramutato in realtà, è stato molto molto bello ma al tempo stesso impegnativo. Perché quando si deve dare materialità, forma a un concetto, a un pensiero, non basta soltanto la tecnica: ci vuole anche lo stile. La ricerca dell’editore non è stata semplice: ho contattato molte case editrici, mi hanno dato tutte risposte affermative però poi ho dovuto fare una scelta e mi sono trovato molto bene con Mario Vallone. È la materializzazione di un sogno. Ancora oggi non sono convinto di avercela fatta, proprio perché mi sembra troppo bello per essere vero. L’emozione più forte è stata quando l’editore mi ha inviato il primo libro: prenderlo in mano e pensare che lo avevo scritto io, è una cosa fantastica: vedere l’oggetto, il libro di carta, solido, tra le mani è stato il momento più bello».

Di Antonio Pilato è ora in pubblicazione un romanzo breve, Scienza ritegno sempre con Vallone Editore.

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