Il punto con Zuffi, direttore commerciale di Innova Finance

La pandemia ha mutato radicalmente il modo di fare impresa. Molte aziende sono state costrette a chiudere, altre si sono riadattate e hanno creato nuovi mercati. Ma non sempre è facile sapere quale sia l’onda giusta da cavalcare. Una strada da percorrere può essere quella della finanza agevolata, quell’insieme di risorse pubbliche destinate a sostenere con agevolazioni gli investimenti delle imprese. Aziende che fanno questa scelta ce ne sono tante, come spiega Piergiorgio Zuffi, direttore commerciale di Innova Finance, gruppo di Bologna che le affianca nel percorso per intercettare le risorse. Un esempio è quello di una start-up nata nel 2014 nel settore delle pitture per l’edilizia e le carrozzerie. Tutto parte in famiglia, quando un ragazzo si presenta da Innova Finance con il padre chiedendo aiuto su come far nascere la sua impresa. I numeri del 2021 dimostrano come oggi quella start up a distanza di sette anni riesca a fatturare cinque milioni di euro in un anno, con una previsione di crescita esponenziale. Oppure, c’è quell’azienda di San Giovanni in Persiceto che nell’ultimo anno si è portata a casa una dozzina di bandi di agevolazione, per un totale di un milione di euro di contributi per l’innovazione.

«Gli investimenti supportano le crescite di fatturato, noi aiutiamo le imprese a crescere, specie in questi momenti. Grazie alla partecipazione ai bandi tutto questo è possibile», spiega Zuffi. Ma è possibile farlo quando la crisi è nera? «Il mondo degli investimenti aziendali funziona proprio come quelli finanziari: bisogna farli nei momenti di calo, quando c’è meno lavoro da fare – aggiunge – Altrimenti si tratta di piani che vengono realizzati ‘per rincorrere’ e non ‘per programmare’. Noi facciamo come il medico di base, ci facciamo spiegare i sintomi della malattia, poi cerchiamo di capire come essere di aiuto e diamo una nostra cura. Facciamo le analisi sui piani industriali: di circa 6.000 richieste di agevolazioni che presentiamo ogni anno ne vengono finanziate tra l’85 e il 90%». Ma ancora troppi stereotipi ci sono attorno a questo settore. Con Zuffi cerchiamo di sfatarli.

Le agevolazioni sono solo per le grandi imprese

FALSO «Non è vero. Sono prevalentemente per le Piccole e medie imprese e ce ne sono molte di più che per le start-up», spiega l’esperto.

Non ho mai preso i contributi e non sarà mai possibile riuscire a farlo

FALSO «Quello che conta è il progetto, e non è vero che vincono sempre i soliti noti – dice Zuffi – Questi contributi vogliono favorire la competitività del tessuto imprenditoriale, quindi l’elemento importante è l’innovazione dell’azienda».

L’innovazione è sempre un brevetto?

FALSO «L’innovazione per definizione è un ‘salto tecnologico’. Ce ne sono due: una è ‘assoluta’, che dunque non esiste sul mercato e che nessun altro ha – sottolinea il direttore commerciale di Innova Finance – L’altra è quella relativa, introducendo nuovi processi che sono migliorativi per l’azienda. Entrambe sono finanziabili».

Sono un piccolo commerciante e per me i fondi non ci sono.

FALSO. «Se vengono introdotte innovazioni, per esempio sulla base delle modalità di vendita, si aprono molte strade. Un esempio? Ho una piadineria, voglio diversificare i miei prodotti e creare canali commerciali alternativi. Questo può essere il percorso giusto», aggiunge il consulente.

Il Pnrr è una risorsa per sviluppare le piccole e medie imprese?

VERO. «Il Pnrr permette di far crescere le economie e detta le regole degli investimenti – prosegue Zuffi Ma l’azienda deve per prima capire quali di queste linee guida possano essere declinate nella sua realtà»

Non riesco a scrivere un progetto, posso chiedere aiuto?

VERO. «Non ci si improvvisa cercatori di fondi – dice il responsabile di Innova Finance – grazie anche al Covid le regole sono aumentate talmente tanto che è bene avere un interlocutore specializzato».

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