Il progetto pilota nato a Cerasolo per i rifiuti in Mozambico

Promuovere un percorso virtuoso verso sostenibilità e crescita, tracciando la nuova roadmap per le imprese sostenibili nella cooperazione allo sviluppo. È questo l’ambizioso obiettivo sul quale è costruita Codeway – Cooperation Development Expo, la fiera (dal 18 al 20 maggio presso i padiglioni di Fiera Roma) dedicata alla cooperazione internazionale. La particolarità più innovativa dell’evento sta nel creare sinergie tra tutti i protagonisti del settore: istituzioni, come, per citarne alcuni, il Ministero degli Affari Esteri e quello della Transizione Ecologica, Cassa Depositi e Prestiti, la Regione Emilia-Romagna, che ha il coordinamento interregionale alla cooperazione allo sviluppo, le organizzazioni non governative e le aziende. È proprio il mondo profit, il meno tradizionale tra i protagonisti del settore, che può fare la differenza, lavorando in sinergia con gli altri soggetti.

Tra le aziende protagoniste a Codeway Expo c’è anche un’eccellenza romagnola, con un progetto green portato fino in Mozambico, “un’alternativa verde all’incenerimento”. È Newster Group, pmi con quartier generale a Cerasolo (Rimini), leader in Europa nella produzione e commercializzazione di macchinari ecosostenibili, che offrono una varietà di prodotti in grado di soddisfare tutte le necessità per il trattamento dei rifiuti ospedalieri.

Con il supporto di CAM – Consorzio Associazioni con il Mozambico onlus di Trento e di AICS- Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, dal 2019 Newster ha avviato a Beira la creazione di un’azienda di servizi specializzata nella raccolta dei rifiuti infetti, con lo scopo di salvaguardare l’ambiente con un adeguato trattamento degli scarti pericolosi delle strutture sanitarie e, allo stesso tempo, di offrire lavoro, formando figure specializzate in loco.

Il progetto contribuirà allo smaltimento dei rifiuti ospedalieri delle 15 unità sanitarie pubbliche di Beira e di almeno 5 unità sanitarie private, riducendo del 40% l’ammontare complessivo dei rifiuti conferiti all’inceneritore installato presso l’Hospital Central di Beira. Al momento i rifiuti di queste strutture vengono raccolti su un trattore con rimorchio aperto e accade che una parte dei sacchetti si rompa, disperdendo il contenuto per strada. Quanto arriva all’ospedale centrale di Beira viene bruciato nel vecchio inceneritore, ora sotto stress di carico a causa della pandemia. La nuova macchina sterilizzatrice ridurrà il carico sull’inceneritore, sensibilizzando anche gli stakeholder pubblici nella conversione verso tecnologie green a basso impatto ambientale. Arriva insomma dalla Romagna una soluzione sostenibile, certamente rivoluzionaria per l’Africa ma che anche in Italia potrebbe essere risolutiva in contesti nei quali ancora si privilegiano per lo smaltimento dei rifiuti tecnologie più inquinanti.

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