Il processo per l’omicidio di Faenza: “Ilenia e Stefano volevano sposarsi”

“Ilenia e Stefano volevano sposarsi, doveva essere una sorpresa”. Qualche amica lo aveva già intuito notando la nuova fede che lei aveva al dito. Una di loro sapeva di essere stata scelta come testimone per le nozze, e già si parlava di un viaggio tra donne per festeggiare l’occasione. Sono le testimonianze delle testi chiamate a deporre nell’udienza di oggi per l’omicidio di Ilenia Fabbri. Le tre donne sono state le ultime a vedere viva la 46enne, prima del delitto commesso la mattina 6 febbraio all’interno della casa di via Corbara 4 a Faenza, dove la vittima abitava. Ad ascoltare i loro racconti nell’aula della corte d’assise di Ravenna, questa mattina, mancava uno dei due imputati: non c’era il 53enne Pierluigi Barbieri, il killer reggiano che ha già confessato di avere commesso il delitto e che ha indicato l’ex marito della donna, il meccanico 55enne Claudio Nanni, come mandante.

Nel corso dell’udienza, l’argomento principale affrontato dai testi di parte civile chiamati dall’avvocato Massimiliano Starni è stato il rapporto tra la vittima e il fidanzato, Stefano Tabanelli (costituitosi parte civile insieme al padre e alla zia di Ilenia). “Si frequentavano da due anni, avevano un rapporto molto bello, era felice con lui – ha racontato Monica Grossi, amica della 46enne -. Ilenia non si muoveva senza Stefano. Ci siamo scritte la sera prima che fosse uccisa. Mi ha fatto promettere che dovevo organizzare weekend tra sole donne. Dopo la sua morte ho saputo che si volevano sposare”.

Sandra Bandini, altra confidente conosciuta negli anni in cui Ilenia lavorava alle Maioliche (nella gelateria poi venduta da Nanni), ha riferito dei problemi coniugali e delle paure. “Mi raccontò che si stava separando che aveva diversi problemi, che era stata al pronto soccorso e che non lavorava. Ilenia aveva bisogno economicamente, aveva il frigorifero vuoto. Ci aiutammo a vicenda, lei con mio padre, io le davo qualche sostegno per fare la spesa”. La teste ricorda bene una delle ultime confidenze raccolte prima che l’amica fosse assassinata: “Alla fine di gennaio mi disse che aveva paura, che non sarebbe arrivata all’udienza del 26 febbraio”. Quello era il giorno in cui avrebbe dovuto affrontare la causa di lavoro che aveva avviato nei confronti dell’ex marito, citandolo per 500mila euro. “Temeva di essere ammazzata, non tanto da suo marito ma da qualcun altro, diceva che lui non si sarebbe sporcato le mani”. Un timore ormai emerso più e più volte nel corso del dibattimento, e rimarcato anche dall’ultima amica, Stefania Valgimigli, che ha riportato una frase rivelatasi profetica. Ilenia le disse: “Ho vinto la causa di divorzio, quando ci sarà la causa lavorativa mi farà fuori”.

Con l’udienza di oggi il processo si interrompe fino al 13 gennaio. In quella occasione, davanti alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Michele Leoni (a latere Federica Lipovscek), saranno chiamati i due imputati. Nanni (assistito dall’avvocato Francesco Furnari) e Barbieri (difeso dagli avvocati Marco Gramiacci e Simone Balzani) hanno deciso parlare, prima di proseguire con l’esame dei testi della difesa, che porteranno verso le fasi conclusive del processo con la richiesta di pena dei pm Daniele Barberini e Angela Scorza e la sentenza, prevista a circa un anno di distanza dal delitto.

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