I rischi sulle falle inattive

La Pistoiese è la classica squadra nata di corsa e a lenta lievitazione. Dopo il ripescaggio estivo, ha dovuto usare le prime gare ufficiali come amichevoli. Il suo problema è stato proprio questo: la Pistoiese giocava le amichevoli, le sue avversarie giocavano la coppa e il campionato. Risultato: un pareggio e quattro sconfitte nelle prime cinque gare ufficiali, coppa Italia a Cesena compresa.

Per dirla alla Paolo Conte, domenica è tramontato un giorno in arancione di fronte a un avversario che ha tanta carne da mettere in campo (il centravanti Vano non è grosso, è un intero monolocale arredato) e pure la malizia giusta per farti giocare male. Il Cesena in questo senso è stato collaborativo, giocando maluccio per conto suo: a centrocampo l’esperimento dei lenti a contatto (Missiroli-Rigoni-Ardizzone) non ha funzionato, con tre giocatori che a livello di esperienza mandano a scuola tutti, però tutti insieme, ecco, sì, insomma. Potevano sbloccare qualcosa le variazioni sul tema, ma quando le tue palle inattive diventano falle inattive e rischi di prendere gol in ripartenza, allora è l’ultimo indizio che non è giornata, quindi ben venga un bel punto da una brutta partita.

Il cammino fin qui resta luccicante e oltre ogni previsione e allo stadio c’era pure il doppio del pubblico rispetto a due mesi fa. Cesena-Gubbio 0-0 del 29 agosto fece 2.415 spettatori, domenica scorsa il dato diceva 4.532 totali. E’ un bel segnale di avvicinamento alla normalità verso una delle grandi classiche della storia. Lunedì sera c’è Cesena-Pescara e se vedete un ultras del Cesena a cena nello stesso posto di un collega del Pescara, significa che uno dei due ha sbagliato ristorante. E’ una partita di cartello, si gioca lunedì alle 21 e c’è tutto per avere un bella cornice di pubblico come ai bei tempi, quelli in cui il Manuzzi con i riflettori accesi era la cartolina di un tifo meridionale in uno stadio inglese. E’ una bella occasione per riportare allo stadio un’altra fetta di indecisi dopo il Covid e sarebbe opportuno riaprire le casse dello stadio il giorno della partita, sia per venire incontro agli indecisi dell’ultima ora, sia perché quei 2 euro per i diritti di prevendita non possono diventare la regola.

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